OBIEZIONE di coscienza e servizio civile

OBIEZIONE di coscienza e servizio civile

Atteggiamento di rifiuto, per convinzioni filosofiche, morali. religiose, del servizio militare. L'obiezione coinvolge giovani di varie tendenze ideologiche (dal cattolico, all'anarchico, al non-violento) accomunati dal rifiuto della guerra e della violenza, dall'amore per la vita propria e degli altri, dal desiderio di contribuire alla pace, dalla disponibilità di servizio al prossimo. La prima obiezione moderna in Italia risale al 1949 con Pietro Pinna che proponeva un servizio civile, in alternativa a quello militare, che consentisse di non tradire i principi della propria coscienza. Ne esaltò il valore e diede impulso don Lorenzo Milani, con l'autodifesa dell'ottobre del 1965. Il riconoscimento dell'obiezione di coscienza nel nostro ordinamento giuridico è ancora in corso. Dopo una lunga lotta che ha visto obiettori pagare con il carcere militare le loro convinzioni, il nostro Stato ha normalizzato l'obiezione di coscienza al servizio militare attraverso la legge Marcora del 15-12-1972 n. 772. Uno dei primi enti in Italia a chiedere obiettori è stata la Coop. di solidarietà sociale «La casa del fanciullo», con sede a Brescia. I primi obiettori di coscienza bresciani sono stati: Claudio Bedussi di Rezzato, Corrado Binetti di Travagliato, Beppe Facchi di Brescia, Carlo Filippini di Calcinatello, che hanno tutti scontato da 1 a 7 mesi di carcere militare per obiezione, prima dell'entrata in vigore della citata legge. Nel 1987 gli obiettori in servizio civile nella provincia di Brescia furono circa 210, di età compresa tra i 22 e i 25 anni; il 37% provengono da fuori provincia, il 42% sono studenti, il 34% in attesa di prima occupazione. Più della metà di essi è stata assegnata dal Ministero della Difesa ad un ente diverso da quello che li ha richiesti. Essi svolgono il loro servizio presso la Caritas, l'Anspi, associazioni laiche, comuni, USSL. A Brescia la Caritas è il più grosso polo provinciale nel campo del servizio civile, data l'alta percentuale di obiettori provenienti da esperienze di attivismo cattolico. Nel 1992 la Caritas bresciana, utilizzando la Convenzione stipulata dalla Caritas italiana con il Ministero della Difesa del 1977, ha avuto in servizio 180 obiettori in varie aree: emarginazione grave, handicap, minori in difficoltà, tossicodipendenza, Caritas parrocchiali e Centri di aggregazione giovanile, anziani. Il polo laico per l'obiezione è il M.I.R. (di via Milano, 61 a Brescia).