OBERTO da Savallo

OBERTO da Savallo

Sec. XII-XIII. Personaggio alquanto leggendario, secondo alcuni capostipite dei Freddi di Savallo. Esponente della classe emergente nei commerci e nella produzione specialmente del ferro finì con il rappresentare i valsabbini e si schierò nel 1196 con il vescovo Giovanni Palazzi, il fratello di questo Mario e Longino da Bovegno contro i nobili bresciani che volevano estendere la loro potenza economica in rivalità con Bergamo. Assieme a Longino da Bovegno riuscì ad attirare i valligiani sabbini e il 27 settembre 1208 con Longino e Obizio di Bovegno, sconfisse le truppe cremonesi e l'alleato l'abate Onesto di Leno, liberò il castello di Pontevico, ottenendo come ricompensa fondi che la città possedeva sull'Oglio. Poiché l'abate Onesto per vendicarsi, oltre che occupare Leno, aveva mandato sicari a Comero, per uccidere Oberto, questi venendone a conoscenza con un gruppo di montanari si diresse verso Gottolengo per sorprendere e far impalare l'abate. Questi venne informato della calata dei valsabbini e, fattosi incontro con le sue milizie, in una notte resa ancor più oscura per il gravare di pesanti nubi, nei pressi del Massago, prese sui due fianchi i soldati di Oberto, dei quali parte caddero sul campo, cento rimasero prigionieri, ed altri, favoriti dalle tenebre, riuscirono a fuggire e tra questi lo stesso Oberto. Dei cento prigionieri, dodici vennero estratti a sorte e condannati a subire la sorte che Oberto aveva riservata all'abate se fosse caduto nelle sue mani. Condotti in un campo appena fuori Leno, sulla strada di Manerbio, a sinistra, vennero confortati con i Sacramenti e quindi impalati tra inenarrabili sofferenze. I fieri propositi di vendetta dei valsabbini e dei valtrumplini vennero poi acquietati per l'intervento dell'imperatore Ottone IV.