NAVATE

NAVATE (in dial. I Neàt)

Gruppo di case a 2 km e mezzo a NE di Lograto a m 1090 s.l.m. Dista 4 km e mezzo in linea d'aria dalla località Navi. La frazione è costituita di una lunga contrada con case per lo più rustiche fra quali si erge il palazzo Ambrosione con parco e cappella. La località era nota fin dai tempi di Roma come indicano due iscrizioni rinvenute sulle mura dell'antica chiesa di S. Maria Annunciata: l'una riferita al seviro augustale Marco Romano Soave, iscrizione conservata tuttora nel Museo romano di Brescia; l'altra ad una liberta: Papiria Trofima, iscrizione purtroppo oggi perduta, ma pure essa registrata nel codice di Taddeo Solazio; in esso l'autore afferma che, dopo aver visitato quasi tutto il territorio bresciano, pervenne alla chiesa della Diva Maria di Lograto. Probabile la presenza benedettina che alcuno pensa abbia avuto come perno il luogo dove poi sorse l'attuale palazzo Ambrosione. Circa la chiesa dedicata all'Annunciata, nominata in antichi documenti, è stata avanzata l'ipotesi che sorgesse dove ora è la cappella dei morti di Navate, e che sia stata distrutta nel 1427 durante la battaglia di Maclodio. La cappella attuale, vestigia della chiesa mariana, ricorderebbe, secondo qualcuno, i caduti di tale battaglia. Nel settembre 1628 si verificarono i primi casi di peste che poi si diffuse largamente. La località è stata da qualcuno identificata nell'antico Danaco i cui beni venivano ceduti, nel 1040, dal vescovo di Brescia Olderico, al monastero di S. Pietro in monte Orsino. Poco lontano presso la cascina denominata «La Pieve» sorgeva l'antica Pieve di S. Pietro che passò poi agli Olivetani di Rodengo.