NAF

NAF

Detta anche «barcù». Grossa barca a vela per trasporto merci tipica del lago d'Iseo, costruita come il naèt (v.) ma con dimensioni molto maggiori, con capienza oltre i 600 q di merce, con attrezzatura della vela fissa e il timone stabilizzatore (deriva) laterale, mentre la direzione era data da un remo posto a poppa in modo da sfruttare solo i due venti principali del lago: il «vet», «vento», mattutino che soffia da N a S e l'«ura», «ora», pomeridiana, da S verso N. Come riporta Rosa Rita Colosio la naf aveva mediamente una lunghezza di m 18,50, larghezza di m 4,50, trasportava circa 300 q di merce, aveva vela rettangolare, generalmente alta e stretta, di 96 mq di superficie, l'albero alto 15 m. Funzionava anche a remi e servivano più persone per farla navigare. Veniva utilizzata per spostare merci da una sponda all'altra ed i successivi collegamenti con la pianura avvenivano tramite ferrovia. Per mantenere e conservare i «barcù» della zona che restavano inutilizzati, questi venivano caricati di pietre ed affondati nel golfo a nord di Montécolo. Ai primi del Novecento ogni comune aveva ancora i propri barconi da trasporto merci sul lago. A Montisola rimasero in uso con la vela fino agli anni Cinquanta allorquando la vela venne sostituita dal motore, generalmente di recupero dai camion militari dell'ultima guerra e posizionato in una casupola a poppa.