MUSICA Leggera

MUSICA Leggera

Ritenendo «leggera» tutta la musica composta di canzoni e canzonette, di brani ballabili e strumentali, caratterizzata dall'andamento melodico con accompagnamento ritmico ed utilizzata come svago e divertimento in contrapposizione alla musica classica o seria, alla musica popolare e al jazz, si può ritenere che se esistita come fenomeno "ab immemorabili", si sia imposta come fenomeno di massa e commercializzato negli anni Venti. Fino al primo dopoguerra, infatti, anche la musica più popolare oltre che da cori di canzoni era quella prodotta dalla Società mandolinistica Costantino Quaranta e da altre società e complessi derivati quasi tutti da essa, che fecero di Brescia una specie di capitale del mandolino in campo europeo (v. Mandolinistica). Ed ancora quella prodotta dall'orchestra di fisarmoniche diretta dal maestro Savoldi e da altri complessi di fisarmonica moltiplicatisi con l'istituzione da parte di Roberto Miglioli (v.) di una scuola per fisarmonicisti in via Morosini. Nei principali caffé di Brescia (Principe, Rossa, Guerrini, Gambrinus, Maffio, Roma, Grotta Azzurra) si esibivano complessi di strumenti ad arco e con un pianista. Ma tutti questi complessi ripetevano musica classicheggiante, delle operette o, al più, dei valzer. Negli anni Venti invece sotto l'influenza specie americana e in genere straniera si andarono diffondendo anche tanghi, mazurke e blues, e si diffusero balere e feste danzanti anche fra il popolo. I primi dischi e grammofoni provenienti dall'America e soprattutto la radio divulgarono ancor più la musica leggera e il nome di cantanti solisti. Ma la diffusione più capillare della musica leggera anche nel Bresciano si ebbe nel secondo dopoguerra per influenza americana, sulla cui scia si diffondono il rock e tutte le forme sincopate. Al bresciano Giampiero Merlo (v.), fondatore del primo complesso jazz a Brescia nel 1938 con G. Berlucchi, C. Bizzarri, M. Schreiber, O. Garzone, chitarrista e clarinettista, si devono i primi tentativi per l'invenzione della chitarra elettrica, in quegli anni. Ma è specialmente agli inizi degli anni Sessanta che esplode, sull'onda dei Beatles e di altri complessi musicali, la musica leggera. Anche nel Bresciano si diffondono complessi musicali formati di solito da 4-5-6 strumenti (batteria, chitarra elettronica solista, chitarra di accompagnamento, chitarra ritmica elettronica e chitarra basso). Tutti i componenti oppure uno solo cantavano, solitamente in inglese. I ragazzi, per lo più autodidatti, imparavano a suonare in soffitte o cantine imitando i migliori complessi. Tra questi c'era i «Topless» primo complesso bresciano in assoluto nato nel 1960, composto da Romano Romanini (chitarra accompagnamento), Ennio Corbucci (chitarra solista), Aldo Bulgari (batteria), Giuliano Paludetti (chitarra basso), che ebbe notevole successo e si sciolse nel 1965.


I complessi e i cantanti erano impegnati in concorsi fra i quali ebbero rilievo il «Microfono d'oro» dell'oratorio di S. Nazaro a Brescia e le gare organizzate, in provincia (Lumezzane, Montichiari, Orzinuovi, S. Pancrazio, Sarezzo, Quinzano, ecc.) e al teatro Sociale (alla presenza di personaggi come Mike Bongiorno ed Enzo Tortora) dall'appassionato commerciante bresciano Mario Vigasio, contrassegnate dal «Vigasio d'oro», una tavolozza d'oro con al centro il simbolo «Vi» di Vigasio. Furono queste le occasioni in cui si segnalarono numerosi cantanti quali Fausto Leali (n. a Nuvolento nel 1945) selezionato nel 1961 per la Sei giorni della Canzone e promotore di uno dei primi complessi denominato «The Novelty». Leali vince numerosi concorsi fra cui il Disco d'oro 1963, la Gondola d'oro, cui seguono i successi di S. Remo e della notissima canzone «A chi». Oltre a Leali si segnalarono i bresciani: Tullio Romano (n. a Brescia nel 1937) facente parte del noto trio «Los Marcellos Ferial; la Tobanelli, dotata di buona voce, che successivamente passò alle operette; Anna Ferrari (n. a Chiesanuova, Brescia, nel 1945) che si esibisce a 10 anni e poi si impone in compagnia di Tony Renis, Iolanda Rossini e nell'orchestra Di Ceglie; An' Neris, cioè Neris Baldassarre (n. a Brescia nel 1947) esibitasi nel 1960 al Disco d'oro di S. Nazaro e poi considerata la regina del twist e spesso presente in T.V. con Johnny Dorelli, Luciano Tajoli, Alighiero Noschese, nell'orchestra Di Ceglie; Franca Botticini (n. 1930), le sorelle Giusti di Desenzano comparse in molte occasioni (tourné, crociere, concorsi) e a televisioni anche estere con all'attivo un fortunato disco Durium (1966);Nilde Baldi di Salò; Erika Bronzin, molto conosciuta all'estero, Ezio Bonardelli di Anfo che ha all'attivo parecchie incisioni; Franco Pagani (n. a Palazzolo s/O nel 1930) che miete successi all'estero; Luciano Venturelli (n. a Brescia nel 1939); Roberto Cairoli (n. a Brescia nel 1945) chiamato il «Celentano bresciano» e poi il «Modugno n. 2», Luciano Bettoni (n. a Brescia nel 1946) con lo pseudonimo Lucky Bite; Sergio Prandelli (n. a Brescia nel 1942), cantautore che nel 1963 incise numerosi dischi per «La voce del padrone» e per la casa «Bridge-flag»; Colin Corbucci (n. a Brescia nel 1942); Angelo Crescini, Rosa Bracchi di Ospitaletto; Evi Damiano (n. a Brescia nel 1950), Ines Minella, Danilo Rigosa, Vanna Leali (n. a Prevalle nel 1952) che ebbe numerosi successi e inoltre: Firmo Rizzini, Gino Sbardolini, Doro Barzan, Mariella Zucchi, Renzo Taglietti, Mauro Boldi, Bruno Baresi, Giuliana Festa, Claudia Frigoli, Patrizia Corberi, Anna Corsini, Franca Valsanti, Erminio Bellusti (cantautore).


Assieme ai cantanti diedero notevole contributo alla musica leggera alcuni compositori di canzoni quali Gino Pulci (1909-1962) in arte Redi distintosi già nel 1936 e poi presente con numerose composizioni particolarmente apprezzate in collaborazione con parolieri come Testoni, Olivieri, Bonagura, Bertini, Nisa; suoi sono successi internazionali come «Non dimenticar», «Profumi e balocchi», «Il tango del mare»; Mario Francesconi, di Breno, segnalatosi al festival delle nevi di Ponte di Legno del 1962 con «Neve, luna e tu» e di altre giunte in finale al festival di Spoleto; Attilio Bossini (n. a Brescia nel 1911) che ebbe al suo attivo moltissime composizioni di successo di genere ritmico-melodico; Italo Acchiappati, di Brescia (n. nel 1912) violinista, vincitore con la canzone «Mamma» nel 1937 del primo premio al concorso nazionale di musica leggera e segnalatosi poi in numerosi altri concorsi di canzoni; Maria Tumminelli (m. nel 1969) autrice di numerosi testi di canzoni. Innumerevoli i complessi che nacquero nel Bresciano negli anni Sessanta. Fra i primi a presentarsi alla ribalta sono da segnalare, oltre ai citati «The Novelty» di Fausto Leali: «I poker d'assi» (1960) diventati poi «I vagabondi», «The Tender's» (1960), fondati da Roberto Cairoli, «I diabolici» fondati da Colin Corbucci nel 1963. Nel 1964 Rolando Giambelli, che suona tuttora ed è attivissimo organizzatore di grandi spettacoli rievocativi della musica dei Beatles, fonda gli «Angries», poi «Some souls». Scioltosi il gruppo nel 1967, Giambelli si unisce ai «Dalton» (ex Apostoli), l'unico gruppo bresciano che riesce a piazzare una propria canzone ai vertici della classifica nazionale e ciò nel 1968 con «Monia». Altre formazioni del periodo: i «Jaguar», i «5 dollari», il trio «Odissea», i «Tagliapietre», i «Longobardi», i «Guelfi», i «Cantharellus, gli «Hot Ice Cream», i «Baby Lonia», «La bottega del Fabbro», «Garza Blues Band», gli «Wow» del liceo «Arnaldo», i «Cobra», gli «Hobbies» di Osvaldo Galluccio, i «Blue-skies» di Rinaldo Zanfabro; il quartetto «Beep-beep» di Dario Panizza, i «Cavernicoli» che raggiunsero una vasta risonanza passando dallo stile «beat» al genere «ritm and blues», i «Pipers» largamente conosciuti, nel 1964/65, anche nelle province di Verona e Mantova, la «Forneria Marconi» (dal nome di una forneria di Chiari), composta da Romano Romanini, Aldo Bulgari, Mauro Pagani e Giorgio Cordini, che suonavano blues; il gruppo si scioglie poco dopo per ricomporsi nei «J B Club»; Mauro Pagani, richiesto dai «Quelli», nota band nazionale con un giovanissimo Teo Teocoli cantante, si unisce a loro formando la «Premiata Forneria Marconi», una delle band italiane di maggior successo.


Impressionante è la frequenza con cui si formano e si sciolgono i gruppi: spesso ogni uno, due anni cambiano nome e formazione. I locali bresciani in cui si esibivano con musica dal vivo le band erano il «Piper», poi «Paradise», ritrovo delle avanguardie musicali e della Brescia underground, la «Tavernetta del Duomo», con musica «beat»; poi c'erano i concerti tenuti nei teatrini degli oratori: dai Comboni, in viale Venezia, dai Salesiani in via S. Giovanni Bosco, al Franciscanum; c'era il «Pincio» in Castello, ma soprattutto il «Tivoli» che ospitò anche gruppi famosissimi come i «Genesis», Lucio Battisti con i «Formula tre», Franco Battiato, ecc. Una vera esplosione di musica leggera si ebbe negli anni Settanta. Nella sola Lumezzane si registrarono più di una decina di complessi: «Bimbo e Bois», «I Gonzales», «Los Tirados», «Bounty Killer», «La vera Lumezzane» di L. Pasotti, «Proprietà privata», «The Kings», «Pan Val», «I tira busù», «I Pepermint», «Gli amici della notte». Negli stessi anni comparvero complessi un po' ovunque come «L'oro del Garza» di Nave, «The simplex» di Bedizzole, «Il gruppo del liscio» del m° Bagani, «Le famiglie» del m° Facci, «I Record» di Bovezzo, «Lupi Folk» di R. Bonomi, «Idea 7» dei fratelli Vivenzi, «Orchestra Oscar Damiani», «Del Bono Folk», «I Vampiri», «I Mustang», «I 5 del liscio» di Gardone V.T., «Eden Folk», «Cesare e gli Janita» di Botticino, «I Premier» di Pezzaze, gli «Averoldi», «I solitari», «I Mini 4» di Quinzano d'Oglio, «Guido e i suoi solisti», «Felix Folk» di Gardone V.T., «Celestino e i suoi solisti», «Club 78» di Brescia, «I Pistoni» di Brescia, «Brai e Braolì» di Brescia, «I Tradizionalisti» di Brescia, poi trasformatosi in «I my sentic», «L'altra pagina» di Desenzano, «Ottavia» di Saiano del m° Amos Rajneri, «Trio Zilioli», «I Samurai» di Brescia del m° G. Savoldi. A qualificare sempre più, attraverso il confronto e l'emulazione, la musica leggera, venne provvidenziale il «Desko Music», un concorso annuale cittadino con sede nel cinema-teatro della Pace, interno all'omonimo oratorio. Ogni sabato, per cinque o sei mesi di seguito, si presentavano alla ribalta cinque o sei complessi, fino a dieci componenti, espressi quasi esclusivamente dall'ambiente scolastico cittadino. Spesso suonavano musica composta da loro stessi e non mancavano virtuosismi come quello dei «Long Coast» (cioè Costalunga) il cui chitarrista suonava la chitarra con i denti. Gli incontri costituivano anche l'occasione di conoscere la musica di altri, per cui immancabilmente c'era chi abbandonava il proprio complesso per aggregarsi ad altro la cui musica era più stimolante. Si segnalarono fra gli altri i «Gama», i «Mirage», i «Sigma six» (diventati poi «Timoria»), i «Night Mare» ecc. Nel frattempo, fuori dell'ambiente cittadino e scolastico, in provincia, nascevano altri numerosi gruppi come gli «Hi Si da Pin» di Botticino S., gli «Hi Fj», gli «Express», «Gli Alligatori» (rock and roll, 1981), «I Moreschi» di Lumezzane (1985), i «Liberty». Singolare la presenza anche nella musica leggera dell'Accademia di orientamento «Gli scoiattoli di Concesio», costituita da bambini e fondata nel novembre 1973 dal m° Antero Capitani e da Angelo Prandelli. La cessazione del Desko Music e di altre occasioni di esibizione, specie con la chiusura di numerosi teatri e cinema, crearono, verso la metà degli anni Ottanta, difficoltà superate con l'apertura di nuovi locali che ripropongono musica dal vivo e con nuovi momenti e luoghi di esibizione (birrerie, feste di partito, ecc.). Se il numero dei complessi va ridimensionandosi, alcuni di essi si vanno qualificando a livelli sempre più alti. Fra questi sono da segnalare gli «Axoang» (specializzati in musica funky), gli «Heartless», i «Velenia», i «Maxx Dolls» (heavy metal rock), i «Timoria» che balzano spesso alla ribalta nazionale, e i Maxx Dolls, internazionale con musica composta da loro stessi. Come solisti hanno raggiunto i vertici nazionali Mauro Pagani (violinista, fiati e voce, ex della Premiata Forneria Marconi), Franco Testa (bassista) e Giorgio Cordini (chitarrista), autodidatta, da anni sulla scena della musica rock. Suona abitualmente con Mauro Pagani, collabora con la band di Fabrizio De Andrè e suona nel gruppo di Irene Fargo. Fra i cantanti si sono segnalati Irene Fargo di Chiari, Nadia Busi. Non mancano scuole di canto e di musica (Fasol ecc.), mentre la mancanza di ambienti per provare viene rimediata con stanze quasi di fortuna a Costalunga, a S. Eufemia, in periferia. Si impongono anche luoghi di confronto come «Donne e Motori» in via del Serpente, 45 e «Zona Franca» in via S. Croce, dove si esibiscono complessi dal vivo. L'1 ottobre 1992 venne costituita a Brescia (in via Biseo, 18), l'Associazione «Beatlesiani d'Italia associati Beatle people association of Italy», con la finalità di tener vivo l'interesse per i Beatles e la loro storia promuovendo concerti, mostre, convegni e manifestazioni.