MUSESTI Pietro

MUSESTI Pietro

Secolo XIX. Sacerdote. Istitutore nei primi anni dell'800 in casa Lechi, scrisse in buona prosa latina un'opera sulle gesta di Napoleone; tradotta poi da Giovanni Maria Ferrari, venne stampata in Brescia nella tipografia Dipartimentale nel 1803. Presentata dallo stesso don Musesti a Napoleone, nel giugno 1805 durante il suo soggiorno a Montirone, l'opera porta sul frontespizio l'immagine della Fama e la seguente curiosa epigrafe: «La Fama a Napoleone I / Imperator e Re / perché del nome Tuo l'erbe rimbomba / per celebrare altrui non ho più tromba». Insegnò poi grammatica nel Ginnasio di Brescia, sorvegliato dalla Polizia austriaca che tuttavia non poteva rilevare altro negli anni Trenta se non che fosse «dedito a Bacco». Nel 1820 entrò a far parte della «Società degli Amici» fondata da Antonio Rosmini, anche per la reputazione che aveva «di latinista di vaglia», tanto che l'ab. Giuseppe Brunati si sentiva di segnalarlo al Rosmini come «un Cornelio Nepote». Di lui si conoscono pubblicati: «Gesta Napoleonis I Imperatoris Francorum et Italiae Regis Bresciae», Tip. Dipartim., 1805, in 4°; «Epigramma», a p. 19, in «Per le fauste nozze Brebbia-Folperti», Brescia, Bettoni, 1821, in 4°.