MUSEO della Resistenza e del Folklore Valsabbino, di Pertica Bassa

MUSEO della Resistenza e del Folklore Valsabbino, di Pertica Bassa

Formatosi dal 1970 in poi intorno ad una raccolta di quadri, sculture, bozzetti, oggetti, documenti promossa dal professore slavo Dimitrije Paramendic, il quale dalla popolazione locale aveva trovato ospitalità e protezione dopo la sua fuga dalla caserma di Vestone l'8 settembre 1943. Venne poi arricchito da oggetti dell'artigianato locale e attrezzi contadini, ebbe la prima sistemazione in un salone delle scuole elementari, e venne inaugurato il 15 agosto 1972. Il 28 febbraio 1974 il Consiglio comunale dava veste istituzionale all'iniziativa deliberando la costituzione del Museo della Resistenza e del Folklore Valsabbino ed approvandone lo statuto. In seguito il 6 settembre 1975 veniva costituito il comitato di gestione, mentre il museo andava ampliandosi fino all'inaugurazione, il 30 ottobre 1977, di una nuova sede al secondo piano dell'edificio comunale. Il museo possiede centoventi quadri che ritraggono i protagonisti più significativi della Resistenza Valsabbina o si ispirano a diversi momenti della vita partigiana. Molte le composizioni pittoriche che mostrano ora in maniera allegorica, ora con accenti più veritieri, il volto della guerra, della violenza ed in particolare quello dei fatti resistenziali valsabbini. Infatti proprio a Pertica Bassa ha avuto i punti di riferimento più significativi la Brigata «Perlasca». Di grande interesse gli oggetti esposti nelle diverse vetrine che illustrano gli avvenimenti più tragici di quegli anni. Per gli studiosi è a disposizione l'epistolario della Brigata, preziosa raccolta di documenti. Dal 1974 ad oggi, il gruppo «Fiamme Verdi» ha contribuito in larga misura all'arricchimento del piccolo museo con la donazione di diversificate testimonianze. Il settore folklore si richiama invece agli aspetti più salienti della civiltà contadina. Significativo e molto bello un grande telaio del sec. XVIII, perfettamente funzionante e corredato da tutti gli utensili necessari per la filatura. Vengono poi tutti gli attrezzi per la lavorazione del latte che per secoli sono serviti ai mandriani perticaroli ed ancora oggi sono usati in alcune malghe. Accanto ai costumi tipici dell'inizio del 1900 si possono ammirare fotografie degli angoli più caratteristici dei borghi della Pertica ed alcuni affreschi con stemmi di antichi casati (Alberghini, Butturini) recuperati per sottrarli ad una sicura distruzione.