MUSEO Storico del Nastro Azzurro di Salò

MUSEO Storico del Nastro Azzurro di Salò

Promosso nel 1935-1936 dal maggiore medico alpino Adolfo Battisti e dal bersagliere Luigi Ebranati, che si alternarono alla presidenza del Gruppo circondariale poi sezione del Nastro Azzurro di Salò, ebbe dapprima sede nella casa del Littorio e poi dal 30 gennaio 1949 nel palazzo Municipale. Alla morte in guerra nel 1943 del maggiore Battisti, il museo assunto in tutto dal co-fondatore Ebranati, venne denominato «Museo sacrario di guerra Adolfo Battisti»; il museo, sotto il patrocinio del Nastro Azzurro e del presidente provinciale Sandro Piazzoni, andò sempre più ampliandosi grazie alla collaborazione prestata all'Ebranati dal figlio Mario. Negli anni Settanta al museo diede un valido sviluppo il direttore dott. Domenico Landi Rini. Costituito in Fondazione il 12 dicembre 1976, venne posto sotto il patronato dell'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, proprietaria e organizzatrice la Federazione bresciana, presieduta dal gen. Cataldo Mancuso. Il museo nel 1980 fu trasferito a palazzo Fantoni in quattro stanze e venne riconosciuto «fondazione» nel 1981, con decreto del Presidente della Repubblica. Venne aperto ufficialmente il 2 luglio 1983. Nel 1989 a cura di Alberto Morucci è stato pubblicato il catalogo guida del museo. Il Museo sintetizza il periodo storico che va dall'istituzione delle ricompense al valor militare da parte di Amedeo III, Re di Sardegna, con suo decreto del 21 maggio 1793, fino alla seconda guerra mondiale (1940-1945). Esso è ordinato in quattro sale. Nella prima sala ha inizio l'esposizione con i cimeli ed i documenti dell'epoca napoleonica e prosegue documentando tutte le guerre e le rivoluzioni del nostro Risorgimento fino alla morte dei suoi protagonisti. Nella stessa sala sono documentate la guerra d'Etiopia del 1896 e la guerra italo-turca del 1911-1912, con la quale vennero conquistate la Libia e le isole del Dodecanneso nel mar Egeo. La seconda sala, intitolata a Luigi Ebranati, è interamente dedicata alla prima guerra mondiale (1915-1918) fino al suo vittorioso epilogo. L'ultima vetrina è dedicata all'impresa fiumana che ebbe protagonista Gabriele d'Annunzio. La terza sala offre una sintetica panoramica dell'epoca fascista ed è comprensiva della guerra per la conquista d'Etiopia (1935-1936) e dei fatti della guerra civile spagnola (1936-1939). La quarta ed ultima sala è dedicata alla seconda guerra mondiale (1940-1945) e termina con le vetrine dedicate alla Repubblica sociale italiana e alla Resistenza. Durante il percorso del museo molti sono i cimeli, quasi sempre personali, ed i documenti preziosi, come manoscritti ed autografi, spesso di personaggi storici di rilevanza internazionale, ma soprattutto il museo vive di immagini immediate e suggestive: stampe, fotografie, sculture, dipinti, medaglie, manifesti, armi bianche e da fuoco, carte geografiche, oggetti ricordo e di testimonianza delle varie epoche, uniformi, parti di uniformi, bandiere. Sono inoltre presenti proiettili di vario tipo, bombe a mano, razzi, eliche direzionali di bombe d'aereo, nastri di mitragliatrici, bossoli. Tali oggetti vanno segnalati per la loro consistenza numerica e per la suggestiva e drammatica immagine che offrono dei diversi momenti bellici.