MUSEO Preistorico Giovanni Rambotti di Desenzano del Garda

MUSEO Preistorico Giovanni Rambotti di Desenzano del Garda

Organizzato con materiale tolto dalla stazione preistorica della Polada, dal dott. Giovanni Rambotti (v.), venne visitato nel 1888 dall'arch. Roberto Monzo che ne illustrò il materiale in un volume pubblicato a Londra nel 1890. Venne poi assorbito dal Museo Pigorini di Roma. Gran parte di tale materiale venne di nuovo rispedito, per interessamento della dott. Ornella Acanfora, dalla Sovrintendenza alla Preistoria e all'etnografia, a Desenzano nel 1977. A seguito dell'autorizzazione ministeriale del 1983 al deposito di Desenzano di tutto il materiale palafitticolo della zona, la raccolta si è andata arricchendo nel 1984 di duemila pezzi, pescati in dodici anni dal subacqueo Roberto Bisoli e di duecentocinquanta reperti dell'età del bronzo raccolti attorno al 1904 e di proprietà del lonatese dott. Emilio Mosconi. Sistemato nel chiostro di S. Maria de Senioribus, il Museo venne inaugurato il 21 aprile 1990. Accoglie l'aratro scoperto nel 1978 a Lavagnone e altro materiale, reperti di campagne di scavi assieme ad oggetti (ciotole, vasi, anfore, falcetti, raccolti per lo più a Lavagnone) procurati dalla Sovrintendenza e da privati (fra questi la Collezione Mosconi). Completano gli oggetti una serie di pannelli didattici sull'età del bronzo in Europa, la cultura della Polada, gli abitati palafitticoli. Presidente è Loris Bertasi, conservatore è Raffaele De Marinis. Sorto per iniziativa del Gruppo archeologico «La Palafitta» che nell'estate 1976 allestì una prima mostra dei reperti trovati nella torbiera di Lavagnone, subito arricchitosi dei reperti raccolti da Giovanni Rambotti negli anni Ottanta del sec. XIX prima depositati nel museo Pigorini di Roma e nel 1977 restituiti a Desenzano, trovò una prima sommaria sistemazione presso la Biblioteca civica.