MUSEO Archeologico della Valle Camonica

MUSEO Archeologico della Valle Camonica

Pensato come raccolta di antichità e memorie locali dal prof. Giuseppe Bonafini, venne dapprima accolto nella canonica di Cividate dall'arciprete don Carlo Comensoli. Venne poi istituito ufficialmente come Museo archeologico di Cividate Camuno il 21 aprile 1931 per intervento del podestà F. Ghiroldi e sistemato in un'aula del Municipio ed inaugurato il 28 ottobre 1931. Vi figuravano tra l'altro una quindicina di epigrafi o frammenti di epigrafi, due bei bassorilievi marmorei del primo secolo dell'impero, rappresentanti due togati, un elegante capitello corinzio, una cinquantina di monete di bronzo e d'argento appartenenti per la massima parte all'epoca imperiale e più di quaranta bolli laterizi, diversi uno dall'altro, tra cui due in caratteri nord etruschi. Non ebbe ulteriori sviluppi museali anche se continuò ad arricchirsi di nuovi reperti. Morto nel 1964 il prof. Bonafini, il materiale venne quasi dimenticato, fino a quando nel 1968-1969 il prof. Mario Mirabella Roberti, sopraintendente all'archeologia della Regione Lombardia, non ne ridestò l'interesse chiedendo la collaborazione al BIM di Valle Camonica. L'attenzione si rivolse all'ex Casa dell'aviazione, situata nella Prada di Cividate, mentre affidava al prof. Ausilio Priuli, studioso camuno, l'incarico di procedere a degli scavi e di sistemare il materiale rinvenuto. La situazione sembrava sbloccatasi nel 1974 quando il BIM concedeva al comune di Cividate per nove anni gli ambienti della Prada, che vennero allestiti e resi pronti all'apertura. Non verificandosi questa, nel 1977 il BIM annullava la concessione e affrontava il problema direttamente con il Ministero dei beni culturali, il quale nel maggio 1980 prendeva in affitto al prezzo simbolico di mille lire il Museo e il 5 luglio 1981 lo inaugurarono. Nel 1989 venne costruito un nuovo corpo espositivo inaugurato il 14 dicembre. La nuova costruzione rese possibile un rinnovamento del Museo e un nuovo percorso di visita. Comprende ora due sezioni, articolate in tre sale. Nella prima sono raccolte le testimonianze epigrafiche e quelle provenienti dal nucleo abitato più importante in età romana: due grandi mosaici, alcuni frammenti di decorazione architettonica o di rilievo, sempre da Cividate Camuno. La stessa sala ospita una sezione dedicata ai recenti scavi che hanno portato alla luce il santuario di Minerva a Breno. Le altre due sale sono dedicate alle necropoli e raccolgono molti dei corredi funerari finora recuperati nella valle, sia dalle tombe di Cividate Camuno sia da quelle di Breno e di Borno.