MUSEI, via dei

MUSEI, via dei

La via ricalca ancora il «decumano massimo», cioè una delle vie principali, fra quelle romane, che univa porta Bruciata a porta S. Andrea. Era suddivisa, secondo la ricostruzione di Luigi E. Bertoletti, in più tronconi con varie denominazioni quali il vòlto di S. Faustino in Riposo, piazza e vicolo di porta Bruciata, vicolo Casolte e poi degli Orti, contrada della Salute, contrada Tito Speri, vicolo e contrada Sano Luogo, contrada S. Zeno, contrada S. Giulia, piazza degli Scavi e contrada Roverotto. Nel 1897 venne chiamata via S. Giulia e nel 1909 assunse il nome di via dei Musei. Vi si incontrano da O a E la torre di porta Bruciata, la chiesa di S. Faustino in Riposo (o S. Rita), il cavalcavia eretto dai Visconti per collegare il Broletto e la Cittadella Nuova con il castello, casa un tempo Palazzi (n. 26), palazzo Buzzoni, poi Dossi, poi Maggi della Gradella e infine Cervi (n. 28), palazzo Martinengo Cesaresco Sila (n. 30) con ala in piazza del Foro (qui entrata al n. 7), palazzo Martinengo Cesaresco Novarino (n. 32) già sede della Questura ora dell'Amministrazione provinciale, casa Ugoni (n. 36), convento del Buon Pastore (n. 41) e chiesa di S. Maria della carità, casa Oliva (n. 42), casa Bargnani (n. 44), palazzo Maggi della Gradella (n. 45), casa Mazzuchelli poi Legnazzi (n. 46), casa Luzzago poi Zanardelli (n. 47), casa Maggi poi Luzzago (n. 48), casa Maggi o dei Podestà poi Benasaglio (n. 50), casa Montini poi Pasero (n. 87), Casa Poncarali poi Belpietro, poi Giordani (n. 93).