MOVIMENTO Popolare

MOVIMENTO Popolare

Il Movimento Popolare nasce a Brescia, come nel resto d'Italia, nel 1975 ad opera di alcune persone cresciute nell'esperienza del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. L'istanza che sta all'origine del movimento è duplice: un'esigenza di verità e completezza della personale esperienza cristiana e umana e, al tempo stesso, un desiderio che l'avvenimento cristiano sia decisivo per la persona che ha incontrato e per il mondo fino alle conseguenze storiche, di ordine culturale, sociale, economico e politico. L'esordio della presenza pubblica del movimento a Brescia coincide con la celebrazione di due convegni nei mesi di maggio e giugno del 1976. «L'uomo, un popolo e la liberazione» e «Movimento Popolare per cambiare il Paese»: due appuntamenti che annunciavano le tesi fondamentali e le linee programmatiche del movimento stesso. Guidato da Adriano Gandolfi, che ne fu responsabile fino al 1984, il movimento ha curato, nel triennio 1978-1980, soprattutto la presenza nel mondo della scuola, partecipando attivamente agli organi collegiali in collaborazione, là dove era possibile, con altre realtà del mondo cattolico e raccogliendo significativi risultati quali la presidenza del distretto scolastico di Brescia O. Alla fine del 1979 nasce: «Il Telaio», configuratosi all'inizio come compagnia teatrale; nel corso degli anni ha diversificato la propria attività dapprima sviluppandosi anche come centro culturale e quindi specializzandosi, in seguito alla nascita del centro culturale «La Via» nel 1986, quale agenzia di promozione di spettacoli teatrali. Il 1980 vede il movimento impegnarsi prioritariamente nella raccolta delle firme a favore della consultazione referendaria per la modifica della Legge 194, promossa dal Movimento per la Vita, raccogliendo nell'intera provincia di Brescia 62.000 firme. Analogo impegno è stato poi profuso nel corso della campagna referendaria svoltasi nel 1981. In quell'anno è stata anche organizzata una settimana di iniziative culturali, promossa insieme alla F.A.B.E.R., dal titolo «Dalla parte dell'uomo»: testimonianze, tavole rotonde, mostre e concerti hanno esplorato le condizioni dell'uomo nelle diverse situazioni politiche evidenziando il suo costitutivo bisogno di libertà e significato. Sempre in quell'anno il particolare interesse per il tema della libertà di educazione ha dato vita alla prima esperienza di scuola libera a Carpenedolo, dove una cooperativa di genitori ha posto in essere la scuola elementare «Arcobaleno». Altre esperienze analoghe si sono poi sviluppate a Desenzano (Scuola elementare S. Angela Merici), sempre a Carpenedolo (Scuola media M. Kolbe) e ad Adro (Scuola media e Liceo scientifico Madonna della Neve). Quasi a voler raccogliere l'esperienza del movimento polacco di Solidarnosc, alcuni giovani lavoratori hanno dato vita negli anni 1981-1982 al «Centro di Solidarietà» per incontrare giovani disoccupati e no, sviluppando un servizio di domanda e offerta di posti di lavoro che, nel corso degli anni, ha permesso ad alcune centinaia di giovani di trovare un'occupazione. Parallelamente a queste iniziative il movimento ha sviluppato un costante lavoro nel partito della Democrazia Cristiana vivendo la stagione degli esterni e impegnandosi intensamente ad ogni appuntamento elettorale, fino ad eleggere nelle elezioni amministrative del 1985 due consiglieri comunali al Comune di Brescia, tra cui Adriano Gandolfi, assessore dal 1988. Questi infatti, per meglio dedicarsi al lavoro politico, era stata sollevato dalla responsabilità del movimento e sostituito da Luciano Consoli. Nel 1985 nasceva un'altra importante e duratura opera: la cooperativa di recupero per carcerati «Comunità Nuova». In collaborazione con la Caritas diocesana e con le Ancelle della Carità, alcuni periti agrari hanno fondato questa cooperativa agricola allo scopo di offrire a detenuti in semilibertà la possibilità di un graduale reinserimento nella vita sociale e produttiva. Sviluppatasi inizialmente nella zona di Mompiano, nel 1989 ha acquisito un'area in prossimità di Rodengo Saiano dove, nel 1991, è stata ristrutturata anche una cascina capace di offrire alloggio alle famiglie degli ospiti permettendo così una più efficace e completa azione di recupero. Nel 1989 la guida del movimento veniva affidata a Graziano Tarantini che, coerentemente con gli sviluppi nazionali, avviava anche a Brescia l'esperienza della Compagnia delle Opere. Nata dalla trama di rapporti creati dal «Centro di Solidarietà» con imprese e aziende per rispondere al problema della disoccupazione, la Compagnia delle Opere si è sviluppata associando in provincia di Brescia 200 imprese, ha dato vita ad una rete di informazioni commerciali ed economiche con l'Italia e alcuni Paesi dell'estero, ha attivato numerosi servizi e ha stipulato convenzioni di ogni genere.