MOSCHETTONE

MOSCHETTONE

Moschetto a miccia con cassa di foggia lombarda che costituì a lungo la più grossa arma da fuoco individuale. Viene nominato la prima volta nel 1499 a Napoli, usato poi nella battaglia di Ravenna (1512), nell'assedio di Parma (1521), e con risultati tanto strepitosi da renderlo l'arma più popolare della battaglia di Pavia (1525). Venne poi perfezionato nelle officine bresciane. Nel 1615 Paolo Chinelli proponeva a Venezia un moschetto da cavalletto, manovrabile da un solo uomo, mentre nel 1617 Pietro Franzino ne brevettava uno di suo invenzione. Siccome la manifattura delle grosse canne di queste armi richiedeva l'opera di maestranze assai specializzate, gli stati che non erano in grado di fabbricarle, primo fra questi lo stato di Milano, cercarono di procurarsele, attirando con ogni mezzo i maestri di Gardone nel loro territorio, o ordinandole alle officine bresciane. Ordinazioni di moschettoni si registrano nel 1555 (duecento pezzi ceduti al duca della Mirandola), 1559 (ordinati da Alfonso, duca di Ferrara). Di moschettoni nel 1594 era fornitore, alle Ordinanze venete, Apollonio Chinelli. Partite nutrite ne procurava, nel 1620, Paolo Chinelli all'Arsenale di Venezia e al Duca di Mantova; nel 1624 all'Arsenale di Venezia, nel 1632 e 1635 al duca di Savoia, Vittorio Amedeo I, nel 1638 e 1641 a Venezia. Nel 1626 Tomaso Chinelli cedeva il suo brevetto di fabbricazione di moschettoni ai gardonesi Giov. Maria Bertoglio e Francesco Acquisti i quali, negli anni successivi, assumevano forniture di tali armi per l'Arsenale di Venezia. Il nome fu dato nel '600 anche alle spingarde cinquecentesche, come si legge in una terminazione del capitano di Brescia G.B. Foscarini del 21 gennaio 1667 che scrive di «moschettoni da cavaletto o siano spingarde». Presto il nome soppiantò quello di spingarda. In pratica erano circa il doppio del moschetto.