MORI Giovanni

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MORI Giovanni

(Pavia, 6 novembre 1846 - Brescia, 9 giugno 1921). Laureatosi giovane a 22 anni, prestò servizio militare quale ufficiale medico. Congedatosi, ritornò all'Università pavese, dove fu assistente prima del celebre Porta, del quale fu prediletto, poi del Sangalli. Occupatosi di studi sull'orecchio, pubblicò nel 1876 una monografia che fu molto apprezzata. Nel 1877, a concorso già chiuso, ebbe per la prevalenza dei titoli la nomina a chirurgo primario dell'Ospedale di Codogno, dove si distinse particolarmente. Fra l'altro vi compì felicemente una laparatomia, la terza in Lombardia, e nella quale fu assistito dal prof. Marzolo, venuto espressamente da Padova. Chi lo conobbe ebbe a scrivere che fu studioso specialmente della chirurgia americana ed inglese, sulle quali possedeva una aggiornata biblioteca che consultava "diurna et noctturna manu". Allorquando in conferenze o in spunti di giornali apparivano notizie, non del tutto disinteressate, di scoperte od operazioni straordinarie ed emozionanti, egli si chiudeva per qualche ora nel suo studio e ne usciva poi con un libro aperto, offrendo ai famigliari (poiché anche qui spiacevagli dare la cosa in pasto al pubblico) la prova che la pseudo scoperta in altri paesi aveva già fatto il suo tempo. Nel 1880 fu nominato direttore dell'Ospedale Civile di Brescia: tenne la direzione per quattro o cinque anni: e furono anni di lotta tenace, nel rinnovamento che egli portò nella organizzazione ospedaliera. Nel 1885, Giovanni Mori rinunciò alla direzione dell'Ospedale, assumendo le funzioni di chirurgo primario, funzioni che tenne con altissimo valore fino al 31 dicembre 1919, epoca nella quale ebbe il titolo onorifico di chirurgo emerito. Di lui vanno ricordate le comunicazioni fatte all'Accademia Scientifica di Milano sulle lesioni dell'orecchio e sulla uretrotomia, gli studi sulla gravidanza extra uterina, sul gozzo, sullo shock elettrico e sulla cloroformizzazione. Altri lavori, molto pregiati, del Mori sono quelli sulla ortopedia e specialmente sul rachitismo. Fu anche noto come chirurgo e si rese tra l'altro celebre dal 1911 per aver raddrizzato, con operazioni di avanguardia, le gambe di bambini rachitici. Nel giugno 1907 aveva inventato un apparecchio per la cloroformizzazione, eliminando casi di morte. Nominato socio dell'Ateneo di Brescia, partecipò attivamente alla vita dell'Accademia. Appassionato di alpinismo, fu presidente del Cai di Brescia e compì numerose escursioni, guidando cordate e al contempo dedicandosi ai più umili servizi. Sull'«Igiene dell'alpinismo» trattò nel Bollettino della Sezione Bresciana del Cai del 1896. Amante della musica, fu anche compositore. Nel 1891 fondava assieme ai dottori Carrara e Albini una Casa di cura privata che ebbe notevole fama. Nel 1894 realizzava assieme alla maestra Emma Gramatica e con l'aiuto di Simone Orefici l'Asilo scuola rachitici, poi «Istituto Rachitici», auspicato fin dal 1882, ma mai fino allora realizzato. I criteri scientifici adottati ne fecero poi un'istituzione di avanguardia, seguito solo in seguito da analoghe istituzioni tedesche. Nel 1884 fu tra i promotori del Sottocomitato bresciano della Croce Rossa e poi membro del consiglio direttivo delle Cucine economiche di via Trento. Di idee repubblicane, fu presidente della Società di cremazione di Brescia, da lui fondata nel 1882, ma poi sciolta per l'accentuazione massonica ad essa data. Diresse il giornale repubblicano «L'Avvenire». Sulla facciata della casa di convalescenza Nava-Contrini gli venne dedicata una lapide con la seguente iscrizione: «A Giovanni Mori / cittadino integerrimo / dell'arte chirurgica maestro insigne». Nei Commentari dell'Ateneo di Brescia si leggono: «Note cliniche sulla estirpazione del gozzo» (1893); «Note cliniche intorno alla cura del crup, col metodo della intubazione» (1900, pp. 203 segg.). Inoltre ha pubblicato: «L'asportazione di 40 gozzi» (Brescia, 1893); «Sopra alcune alterazioni congenite dell'organo dell'udito» (dagli «Annali Universali di Medicina», Milano 1875, in 8°); (con Tosoni, «Inaugurazione del cremato Veni», Brescia, 1883, in 8°); «Sopra 650 casi di chirurgia addominale» (estr. dalla «Gazzetta Medica Lombarda», Milano, 1897); «Ernia pel foramen di Winslow. Epatoptosi» (estr. dalla «Gazzetta Medica Lombarda», anno LVII n. 29 e 30, Milano, 1898); «Sulla occlusione semplice delle ferite» (estr. dalla «Gazzetta Medica Lombarda», Milano, 1898); «Sulla pratica della intubazione. Lettura fatta all'Ateneo di Brescia il 20 maggio 1900» (estr. dalla «Gazzetta Medica Lombarda», anno LIX n. 25, 26 e 27, Milano, 1900, in 8°); «Sul rachitismo. Conferenza popolare» (Brescia, 1901, in 8°).