MORI Ambrogio detto Gino

Versione del 1 ott 2018 alle 08:38 di Pgibe (Discussione | contributi) (una versione importata: Import volume 10)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

MORI Ambrogio detto Gino

(Brescia, 2 ottobre 1879 - Milano, 12 giugno 1910). Di Giovanni e di Carolina Cattaneo. Laureatosi brillantemente in medicina all'Università di Padova, continuò gli studi scientifici con ricerche di embriologia umana compiute nella Scuola anatomica dell'Università di Padova: passò quindi assistente del prof. Pestalozza, alla Maternità di Firenze, eseguendo in quell'Istituto lavori sperimentali sulla fisiologia dei neonati e dei lattanti, memorie scientifiche che furono pubblicate su rassegne estere ed italiane; continuò poi i propri studi e le pubblicazioni sulle malattie dei bambini, rimanendo per cinque anni nella Clinica infantile e delle malattie infettive di Firenze quale assistente del prof. Mya nell'Ospedalino Mayer e conseguendo il diploma di perfezionamento in Clinica pediatrica e altro diploma in Batteriologia nel laboratorio di Patologia generale diretto dal prof. Lustig. Il 4 dicembre 1908 veniva nominato dal Consiglio Superiore della P.I., su proposta a voti unanimi della Facoltà Medica dell'Istituto di Studi Superiori di Firenze, docente di clinica universitaria, con una monografia sulle «Albuminurie funzionali dei bambini» e tenendo lezione sulla «paralisi infantile». Nello stesso 1908 passò a Milano dove concorreva al primariato del Brefotrofio milanese. Fu abile e brillante divulgatore con articoli in «La Sentinella Bresciana», «La Nazione», la «Perseveranza», «Il Corriere della Sera». Collaborò inoltre a «La Lettura» e alla «Rivista del Touring» con molti articoli tradotti anche in inglese e francese.