MORGNAGA

MORGNAGA (in dial. Morgnàga)

Frazione di Gardone R., ad O di Gardone di Sopra, a m 131. Nel 1032 Morgnago, nel 1215 Murgnacha; fin dal sec. XV, Morgnaga. Forse da un supposto Mauriniaca, dal gent. Maurinius. Altri lo fanno derivare da «morgen» mattino, perché interamente rivolta a levante. Appartenne al pago romano e poi alla pieve di Salò. Fu di proprietà dei Martinengo e il 4 novembre 1032 Martinengo nel suo testamento dispose che tutto ciò che possedeva a Morgnaga, come a Pagazzano, Maderno e altrove, passasse alla basilica di S. Pietro presso la basilica di S. Alessandro in Bergamo, che l'olio dei beni citati venisse adoperato per l'olio dell'altare della stessa basilica. Fino a pochi decenni fa il piccolo paese si trovava, scriveva Paolo Guerrini, «come in un grande giardino degli olivi», raggiunto dopo un fantastico e sentimentale breve tragitto da Gardone Riviera a Morgnaga, dove soggiornò e dipinse Gregorio Sciltian.


ECCLESIASTICAMENTE segui, con Fasano, Gardone che nel 1408 divenne parrocchia autonoma e di essa fu semplice curazia, distaccandosi da Gardone dal 1566 su iniziativa di mons. Rovellio fino a quando con decreto del 3 luglio 1863 si concedeva ai capifamiglia di Morgnaga il diritto di eleggere il rettore parroco. Momenti difficili visse la parrocchia nel gennaio 1913 quando il parroco don Andrea Salvadori a Riva, allora sotto gli Austriaci, venne arrestato sotto accusa di spionaggio. Venne liberato nel marzo 1913. Nel 1922 vi venne costituito il Terz'Ordine Francescano. La prima chiesa di S. Antonio di Padova venne eretta sulla fine del sec. XIV o agli inizi del sec. XV; di essa rimane il marmoreo portale ora nella casa canonica, che ha altri notevoli avanzi dell'antica chiesa. Come ha annotato Paolo Guerrini la chiesa è fiancheggiata da un cimitero cinquecentesco con archi e colonne, e vi sono belle terrecotte ornamentali che formavano il cordone decorativo della chiesa preesistente. È dichiarata monumento nazionale. Rinascimentale o più probabilmente secentesco il trittico in legno con statuette di S. Ercoliano e di altri due santi ai lati. Su un altare laterale di destra si trova una bella Madonna. Sulla porta, nell'interno, si è conservato in una epigrafe il ricordo della consacrazione dell'antica chiesa, compiuta sul principio del '500 dal vescovo di Brescia Paolo Zane: «D. O. M. / anniversarium consecrationis / huius templi restaurati factae / anno MD. sedente in episcopatu / Brixiae Paulo III Zane / celebratur XV calendas novembr.». La chiesa venne riedificata nel 1740. Dell'antica rimase il portale e il portichetto laterale. Nel sec. XVIII esisteva una chiesetta dedicata al SS. Nome di Maria nella quale, nel 1717, si celebrava ogni giorno e che era molto ben tenuta. Vi esistono ancora alcune case con accento venezianeggiante. A fianco della chiesa parrocchiale vi è una casa di intonazione gotico-internazionale, adorna di un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna con Bambino e due santi, che G. Panazza pensa si possa attribuire al pittore cremonese Giacomo Cicogna, ospite della Riviera del Garda intorno al 1445. Poco lontano si trova il cosiddetto castello Galassini.