MASTAI

MASTAI

Famiglia camuna, ramo dei nobili Federici d'Artogne, che secondo le supposizioni di don Giovanni Lodrini e poi di don Alessandro Sina, potrebbe essere alle origini del casato Mastai-Ferretti dal quale venne poi papa Pio IX. Emigrati con Pandolfo Malatesta, o trasferitisi a Sinigallia, la cui fiera (20 luglio - 8 agosto) attirava mercanti italiani e levantini, avrebbero dato vita al ramo dei Mastai, del quale le prime notizie conosciute sono del 1520. Alle supposizioni avanzate nel 1877 da don Lodrini, don Sina ha aggiunto nuovi elementi rilevando che Mastaio è un soprannome che per la prima volta fu dato ad uno dei figli del nobile Bocaio di Gorzone di nome Zanone. Nel 1314 Mastaio coi fratelli fa l'acquisto dei beni della Domus Humiliatorum di Esine. Nel 1318 compare come uno degli arbitri per il monte Negrino conteso tra quelli di Borno e di Scalve. Nel 1331 coi fratelli acquista da Girardo Brusati tutti i beni e i diritti che aveva nel territorio di Artogne. da questo momento che i suoi figli lasciano il castello di Gorzone per Artogne. Qui essendosi divisi in vari rami fu necessario, per distinguerli, aggiungere all'antico cognome anche un secondo. Abbiamo perciò gli Imerici o Federici che sono i discendenti da Aimerigo, e i Mastai che sono i rampolli sbocciati da uno Zanone detto Mastai vissuto nella seconda metà del secolo XIV e discendente diretto dal Mastaio del 1291. Il nome poi ricorre in varie linee di questa generazione fra cui nel 1472 un Bernardino Federici vende alcuni beni a un Carlo Federici, e nell'atto notarile si scrive: «Bernardinus filius de Aimerici, vende dominus Carolo, filio domini Antonio de Mastais de Federici...».