MASSARO Generale e Ragionati

MASSARO Generale e Ragionati

Magistratura amministrativa del territorio bresciano sotto la Repubblica Veneta. Andò prendendo una sempre più precisa configurazione dal 1443 in poi. Il massaro aveva soprattutto il compito di tener aggiornati i libri dei conti e delle «ragioni», segnandovi le entrate e le uscite complessive del Territorio e delle sue singole parti. Egli doveva ripartire le tasse tra zona e zona, rispettandone i diversi privilegi: ciò che provocava contrasti tra le varie quadre e comuni da un lato e il massaro dall'altro, a volte riuniti con fatica. Dipendenti probabilmente dal massaro, in numero imprecisato, i ragionati avevano il compito di rivedere periodicamente i conti del Territorio, individuando i crediti che lo stesso vantava nei confronti di comunità e privati ed elencando i debiti contratti per varie ragioni. Alle dipendenze del massaro stavano con tutta probabilità anche gli esattori distrettuali citati in documenti dal 1434. Fra i nomi dei Massari che si susseguirono dal 1443 al 1497 si trovano quelli di: Alberto Patina, Michele Cotalibus, Paolo da Gussago, Lorandi di Rovato, Gidino di Rezzato, Ronchino Pontisuri (?), Giovanni Come, Bressani Facini, Zacaria Tabarini.