MASS

MASS (El) o magio o maggio

"Piantà el magio" o "piantà el mas". Usanza antica diffusa nel Bresciano dalla Valcamonica alla Bassa. È ricordato da p. Gregorio di Valcamonica che scrive: «...Guelfi una croce rossa cuccita sul cappello o su la spalla ne vestimenti costumavano di piantar Maggi nelle piazze delle Terre con la bandiera della propria fattione, e dove queste erano molte facevano lo stesso avanti le porte delle case per darsi a conoscere se Guelfi o Gibellini gli abitanti. Erano questi Maggi arbori lunghi e grandi che portarono tal nome perchè nel primo di Maggio usavano piantarli di nuovo con molta festa: e quindi nacque la costumanza ritenuta fin hora in alcune Terre di val Camonica d'erigere in mezzo alle piazze arbori smisurati col nome de Maggi, dove in vece delli stendardi de Guelfi o Gibellini s'alzano quelli della Serenissima Repubblica Veneta col dolce epigrafe: "Pax tibi, Marce, Evangelista meus"». Nella Bassa bresciana "el mass" o "magio" serviva anche per la dichiarazione d'amore. Giovanni Bignami ricorda come un giovanotto portava dinanzi alla porta della sua innamorata una pianticella verde, e danzando attorno ad essa cantava alcuni stornelli che alludevano all'amore; se poi l'innamorata era sospetta di infedeltà, al posto della pianticella verde veniva posta una secca o rami con spine, cantando disprezzi e scongiuri di non più amarla. Pianta o pala, el mas veniva piantato da giovani in occasione di processioni, feste. Tale usanza durò anche oltre la Rivoluzione francese o giacobina, quando l'albero o il palo, sormontato a volte dal berretto frigio, divenne simbolo di conquistata libertà. La consuetudine è durata o è stata ripresa ancora oggi; come accade a Leno, dove el mass viene eretto ai primi di maggio al centro della piazza per significare la festa della primavera e dove si è costituita una associazione intitolata "El Mass".