MASPERONI

MASPERONI

Antica famiglia bresciana della quale viene ricordato un Guasco Masperoni, console di Brescia nel 1108. Nel sec. XIII i Masperoni ebbero dimora a Chiari e dintorni. Un Giroldo "de Masperone" compare nel 1206 in un patto di alleanza fra Brescia, Cremona, Bergamo e Pavia, come uno dei consiglieri del comune bresciano. In un documento del "Liber Potheris" del 27 maggio 1120, il castello di Roccafranca, compare come fondato e posseduto dai fratelli Lanfranco, Umberto, Giroldo, Pietro e Giovanni q. Adamo Masperoni di Chiari. Oltre a Giroldo, il cronista Giacomo Malvezzi registra i guelfi Sperone e Percivalle Masperoni, trucidati dai ghibellini nel 1315. Nel 1317 Ugolino batteva i Barbariga suoi avversari uccidendo e facendo prigionieri una novantina di nemici. Ugolino era nel 1330 vessillifero di giustizia e fra i delegati della città ad incontrare re Giovanni da Boemia. Un Gepino nel 1388 era membro influente nel Consiglio Generale di Brescia. Rizzardo q. Rosino e Giovanni raccoglievano nel 1426 in Franciacorta armati per Venezia contro i Visconti. Nello stesso anno i Masperoni sono fra gli esponenti firmatari del patto di unione con Venezia. Giovanni q. Rizzardo era nel 1430 vicario a Rovato, nel 1435 a Iseo e nel 1437 fra i mastri di guerra incaricato con duemila fanti delle cernide bresciane per la difesa della città contro l'esercito veneto capeggiato da Nicolò il Piccinino. Nel 1449 Giovanni Masperoni riusciva a riportare pace fra gli abitanti di Rodengo insorti in difesa del monastero e i partigiani dell'abate Caprioli che aveva usurpato i beni del monastero. Una figlia o nipote di Rizzardo era nel 1465 badessa del monastero di S. Giulia; deposta poi da Sisto IV in data 11 luglio 1478 per essersi opposta ai Visitatori Apostolici sulle riforme dei monasteri. Badesse furono le sue nipoti Paola nel 1439 e Gerolama nel 1513. Già prima della serrata del 1488 i Masperoni (e fra essi i discendenti di Rizzardo e di suo figlio Giovanni) sono ascritti al patriziato. Da Giovanni, Fausto Lechi fa discendere Lorenzo, già morto nel 1485. Giovanni che fu tra i congiurati contro i Francesi nel 1512. Antonio che muore attorno al 1580, ebbe per figlio Rizzardo II, dopo il quale, con i suoi figli, la famiglia si suddivide in tre rami: il primo discendente da Andrea che si estingue al principio del secolo XVIII, il secondo da Pietro, che finisce sulla fine dello stesso secolo con Antonio, e finalmente il terzo, quello oggi vivente, che ha origine da Carlo (n. 1614) che sposa Aurelia q. Giulio de' Capitani (della famiglia di Valle di Scalve) ed ha Rizzardo III (n. 1648) che troviamo Vicario di ValCamonica nel 1691, padre di Carlo (n. 1690) e di Giulio (n. 1693). Quest'ultimo sposa nel 1725 la nob. Cecilia Violini da cui: Rizzardo IV (n. 1725) e Pietro (n. 1736), Giudice di Collegio; Giulio II figlio di Rizzardo IV ebbe tre figli tra i quali: 1) Pietro, che dalla moglie Angela Prandi ebbe Lorenzo (n. 1837), che sposa Silvia Chinelli e muore senza discendenti; 2) Gio Battista (n. 1821, m. 1900), che sposa nel 1855 Giuditta Ferrari (1829-1890) dalla quale: 1) Giulio III (n. 1856,m. 1914), marito nel 1891, di Cansini Adele da cui: Guglielmo (n. 15 giugno 1893), sposa nel 1915 Dallia Borelli, dalla quale: a) Adelina (n. 19 febbraio 1916), b) Giulio IV (n. 25 gennaio 1921); 2) Cecilia (n. 1858) sposa nel 1882, a Ottorino Grechi da Brescia; 3) Vittoria (n. 1860), sposa nel 1884, a Ernesto Lucidi da Bagolino; 4) Guglielmina (n. 1863) sposa a Carlo Fapanni da Brescia; 5) Rizzardo, (n. 1864, m. 1895); 6) Letizia (n. 1856), sposa a Luigi Rossi da Brescia. Arma: «D'argento, a due caprioli rossi, al palo dello stesso attraversante; al capo di verde, coricato di uno sperone d'oro». Altro stemma del casato: «Inquartato: nel 1° e 4° di verde, allo sperone d'oro; nel 2° e 3° d'argento a due caprioli di rosso, al palo dello stesso attraversante». Ebbero larghi possedimenti in Rodengo e una villa a Pontecingoli al crociale di Padergnone, Ronco e Rodengo.Su di essa con lo stemma dei Masperoni sta una croce che ricorda una pestilenza del 1557.