MASOTTI Giuseppe

MASOTTI Giuseppe

(Rivoltella del Garda, 18 giugno 1879 - Faiti, 27 ottobre 1917). Arruolatosi a 18 anni come volontario nei reali carabinieri, a 20 si classificava "ottimo" come sottufficiale. Al compiersi dei 21 anni veniva nominato Brigadiere e destinato a Camastra di Agrigento per l'anno d'esperimento. A ventitré anni veniva promosso maresciallo e, ritenuto di grado ottimo, destinato a sede amministrativa a Palermo, ove seppe distinguersi per zelo, capacità e attività continue. A Palermo, primo fra i militari accorsi per lo scoppio di un deposito di esplosivi, poté, con l'aiuto di pochi, trarre a salvamento parecchi infelici, meritandosi la medaglia di bronzo al valore civile con la seguente motivazione: "In occasione del disastro di via Grande Lattarini (Palermo) cooperava con altri militari al salvataggio di un uomo sepolto nel punto ove l'escavazione delle macerie prodotte da disastroso scoppio minacciava riattivare l'incendio di materie esplosive e contribuiva anche all'estrazione di due cadaveri. Palermo, 19 dicembre 1907". Raggiunto a 26 anni il grado di maresciallo maggiore continuò la carriera per esortazione dei suoi superiori che tanto l'apprezzavano; e dopo due anni venne destinato al comando della tenenza di Corigliano (Cosenza), col grado di sottotenente. Si distinse così nella lotta contro il brigantaggio e assicurò da solo due pericolosi e noti malfattori che infestavano la regione, riportando nella lotta una profonda ferita alla testa. Il suo coraggio, l'ardimento continuo usato nel compimento del dovere, lo resero caro alla popolazione di Corigliano, il cui Consiglio comunale lo nominò all'unanimità cittadino onorario, e lo distinsero presso le superiori Autorità, che gli assegnarono la medaglia d'argento al valor militare con la motivazione: "Intervenuto per scongiurare una grave rissa, che stava per scoppiare fra alcuni individui, benché proditoriamente colpito di rasoio alla testa ed al viso da uno dei rissanti, riusciva, dopo viva colluttazione a disarmare ed arrestare il feritore a Corigliano Calabro (Cosenza) 5 novembre 1914". Non appena guarito, scoppiata la settimana rossa d'Emilia, fu destinato a Molinella Bolognese, ove, per le sue animose prestazioni e per la sua opera di conforto e di protezione alla popolazione spaurita, meritò la stima dell'intera popolazione. Ma una missione ben più alta era riserbata a Giuseppe Masotti. Il 24 maggio 1915, a capo di pochi ardimentosi, si spingeva in avanguardia a Caporetto. Sempre con reparti di prima linea, sempre chiamato ove maggiore era il bisogno di rinsaldare gli animi, di prevenire i pericoli e i disfattismi delle retrovie, di alimentare la linea di fuoco con giovani non timorosi, non titubanti davanti al supremo dovere, condusse una campagna spietata contro i falsi italiani che, frammisti ai combattenti, cercavano il tradimento. E il bollettino Cadorna ebbe a citare la scoperta di una famosa spia avvenuta a Caporetto per merito del Masotti. Il ripiegamento del 1917 lo colse sul Faiti: invano egli fermò le prime orde di soldati, ripiegati in disordine; invano li raccolse, li ordinò e li spinse ancora avanti, precedendoli verso il pericolo; una scheggia di granata lo colpì a morte mentre esercitava il suo dovere, imitato da pochissimi in quei momenti di panico e sconforto. Il Comando Supremo volle riconoscere il suo valore decretandogli la medaglia d'argento con la seguente motivazione: "Bollettino uff. 1 aprile 1919 - Medaglia d'argento a Masotti Giuseppe, da Rivoltella (Brescia), Capitano , Divisione 58. Mirabile esempio di fermezza e coraggio. Incaricato del servizio di polizia, spingendosi fin sulle prime linee sotto il violento bombardamento nemico, vi riconduceva militari sbandati e disciplinava movimenti dei reparti che ripiegavano. Cadde colpito a morte da una scheggia di granata avversaria. Faiti, 27 ottobre 1917". Al suo nome venne intitolata la caserma della Legione Carabinieri di Brescia.