MARTINENGO da BARCO Ascanio (2)

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MARTINENGO da BARCO Ascanio

(Brescia, 1539 c. - 2 dicembre 1600). Di Alessandro e di Livia degli Amici. «Entrò, come scrive Paolo Guerrini, con il fratello minore Ulisse, detto Celso (v.Celso o Massimiliano), fattosi poi protestante, nella Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi di S. Salvatore, detti Rocchettini, che ufficiavano da poco tempo in Brescia la chiesa di S. Afra. Era nato in Brescia nel 1539 circa. Attese con diligenza agli studi letterari, di matematica e studi sacri, specialmente quelli biblici e di controversie religiose, che erano allora in pieno sviluppo per la polemica antiluterana e lasciò saggi del suo versatile ingegno in alcune pubblicazioni. Salì ai primi gradi del suo ordine fino a quello supremo di Generale, che gli fu dato nel Capitolo di Ravenna nel 1591. Fu abate di S. Giovanni di Verdara in Padova, di S. Marino di Rimini, di S. Afra in Brescia e lasciò memorie rilevanti del suo governo, specialmente in rapporto all'arte religiosa, della quale aveva un gusto raffinato. A Rimini fece fare tutti i ritratti dei Generali suoi predecessori. A Brescia fece fabbricare su disegno del Bagnadore l'attuale chiesa superiore di S. Afra sopra l'antichissima basilica medioevale, e la fece ornare delle opere insigni di Tiziano, Tintoretto, Paolo Veronese, dei Bassano da Ponte e altri insigni artisti della scuola veneta, che rendono quella chiesa quasi una piccola pinacoteca sacra. Fu inoltre abate visitatore della sua Congregazione e nel 1591 generale della Dieta di Ravenna.


Ha pubblicato: "Glossae Magnae in Genesim, (Patavii, in Canonica D. Praecursoris Jo. in Viridario, Laurentio Pasquato Patavino typographo, 1597, tomi 2, in foglio); "Vite dè gloriosi Santi martiri Faustino e Giovita et di Sant'Affra et d'altri Santi Bresciani gli cui sacri corpi et reliquie si conservano da diverse Chiese di Brescia da molti antichi et moderni nobilissimi scrittori cavate et scritte per il molto ill. et rev. padre Don Ascanio Martinengo Abbate nella Chiesa et Monasterio di S. Afra di Brescia con alcuni Discorsi e Ragionamenti sopra le Vite di questi Santi dall'istesso Autore composti". (In Brescia, Appresso Pietro Maria Marchetti, 1602, pp. XXIV-242, in16°). E' dedicato alla contessa Laura Gonzaga Martinengo, comprende, oltre i S. Faustino e Giovita, S. Calocero di Milano, S. Marziano di Tortona, S. Secondo d'Asti, S. Afra e i trenta primi vescovi di Brescia. Nella libreria della Canonica di S. Afra si conservavano manoscritti: «Praeludia in Sacram Scripturam».