MALESARDI

MALESARDI

Partito bresciano e di altre città lombarde, di coloritura ghibellina, molto attivo nel sec. XIII. Era formato da gruppi di gentiluomini milanesi e bresciani che combattevano per l'imperatore Federico II e contro i quali il Comune di Brescia, guelfo, scatenò fra il 1240 e 1250 (anno della morte dell'imperatore) una fiera guerra. Nel 1242 appoggiarono l'imperatore ed Ezzelino da Romano e, aiutati da Manfredi, consegnarono Pontevico a Cremona; nel 1247 appoggiarono re Enzo nell'assedio a Quinzano. Nel marzo 1256 azzuffatisi coi guelfi, ne imprigionarono molti, e li cacciarono da Brescia. Pur parteggiando per Ezzelino, non fidandosi tuttavia di lui, affidarono la città a Griffo Griffi, chiamato indifferentemente podestà e principe. Essendo molti di loro favorevoli a consegnare la città ad Ezzelino, vennero invece convinti dal domenicano Everardo, inviato dal Legato pontificio, Filippo Fontana, a riammettere in città i guelfi giurando pace. Rimangiandosi poi il giuramento si ruppero gli accordi con i guelfi che, vinti, li cacciarono e li imprigionarono. Liberati poi per intervento del vescovo Cavalcano Sala, si affrettarono ad aprire il 30 agosto 1258 le porte della città ad Ezzelino, al Dovara ed al Pelavicini. Umiliati poi dalle incredibili vessazioni di Ezzelino diventato padrone assoluto e tirannico di Brescia, andarono confondendo sempre più dal 1274 al 1277 la loro azione con quella dei milanesi e si schierarono per Federico II. Furono malesardi gli Ugoni, i Boccacci, gli Occanoni, i Prandoni, i Manducaseni, i Fregamoli, i Tangetini, gli Agnelli, i Gisli, gli Alberticoli, i Peschiera, i Lamiti, i Torbiati, i Federici, gli Isei ecc. Ancora nel 1292 venivano presi contro i malesardi severi provvedimenti.