LUGANA, vino

LUGANA, vino

Vino prodotto in Lugana (v.), su un terreno valutato intorno ai 230 ettari, un quarto dei quali in provincia di Verona e il resto nel Bresciano. La sua uva si ottiene dal Trebbiano detto comunemente "Turbiana" vitigno. Il bianco viene così presentato: "Paglierino con riflessi verdognoli, delicato, gradevole, caratteristico, sapido, fresco, leggermente acidulo, particolarmente delicato e carezzevole. Gradazione alcoolica minima: gradi 11,50. È vino superiore da pesce sia di mare che di acqua dolce. È ottimo con gli antipasti, è indicato come aperitivo oltre che raccomandabile con le anguille e con le rane. Va servito fresco a 8-10 gradi. È preferibile gustarlo nella prima giovinezza". Lo spumante: "caratteristico con delicato profumo di fruttato e talvolta di lievito, sapido, armonico, perlage finissimo. Accompagna il pranzo tranne che i piatti forti, ed è ritenuto classico come aperitivo. Va servito freddo a 6-8 gradi". Del vino Lugana, sul posto, si dice in dialetto "resenta i dispiaser" cioè pulisce, cancella i dispiaceri. Già nel 1500 Andrea Bacci scrive di squisiti "Trebulani" prodotti a Desenzano e Peschiera. Ottavio Rossi nel 1700 si meraviglia che dalla "famosa valle di Lugana" a dispetto della natura [...] si generano viti generose che abbondano di vino gagliardo e grosso, s'è negro, ma gagliardo e soave s'è bianco e fatto con artificio. Nel giugno 1907 l'ing. Giacomo Signori e il prof. Moretti della Cattedra Ambulante lanciavano la proposta della costituzione a Desenzano di una cantina sociale della Lugana e dintorni. Ma nemmeno la cantina sociale diede sviluppo alla produzione. Anzi, mentre prima veniva anche esportata all'estero, con la prima guerra mondiale, la produzione andò sempre più restringendosi anche se il vino veniva ben valutato tanto da essere venduto, vent'anni dopo, a 100 lire al quintale in confronto di altri vini venduti a 55-60 lire. Una campagna per lanciare la coltivazione del "Bianco Lugana" aveva luogo nel 1933 ma non sortì grande effetto. "Ricercatissimo e ben pagato" lo diceva nel 1937 M. Ricchini quando se ne produceva non più di 1000 ettolitri. Ma era già in via di espansione grazie a nuovi impianti del vitigno ai quali aveva dato impulso fra gli altri nelle sue proprietà il ministro Tassinari. Tuttavia annotava ancora il Ricchini usavano vendere in generale le loro uve "non essendo attrezzati per vinificarle". Solo a metà degli anni Cinquanta si incominciò a studiare il modo di razionalizzare e potenziare la viticoltura della Lugana. Valorizzatori del Trebbiano furono soprattutto il dott. Giacinto Turlini nella sua tenuta di S. Francesco, fra Rivoltella e Sirmione, e Guido Nodari e fratelli, nella cantina di Colombare. Un impulso venne dalla Costituzione nel 1962 del Consorzio di tutela che riuscì a far riconoscere il 21 luglio 1967 la denominazione del disciplinare di produzione per il bianco normale cui si aggiunse il 15 novembre 1975 anche quella dello spumante. In forza di ciò si moltiplicarono le aziende produttrici e imbottigliatrici che da pochissime salivano nel 1993 a 45 di cui 19 produttrici di spumante. Da 3.000, nel 1963, le bottiglie vendute salivano, nel 1982, a ben 1.307.145 oltre alle 200 mila di spumante. Nel 1977 le aziende agricole produttrici di uve iscritte all'albo dei vigneti erano 71 con 144 ettari di superficie a vigneto, nel 1982 erano 99, per un totale di 324 ettari. Nel 1967, il primo anno di applicazione del disciplinare, la produzione del vino fu di 8.300 Hl., nel 1982, di 23.710 Hl. Tra le ditte produttrici sono da segnalare la Cantina di Puegnago del Consorzio Agrario di Brescia (che nel 1972 ebbe l'oscar d'oro del vino). L'azienda di Francesco Fraccaroli da anni è fornitrice di vino alla mensa dei Papi, l'azienda agricola Prandel fondata nel 1972. Produttori in luogo sono le cantine Ghidina, Cà de frati, Onofria, Maddalena, Bragagna Borghetta, Lizzeri Casa Grande, Mazzaroni, Mussolina. Per valorizzare il vino Lugana è stato costituito, per impulso di Gian Luigi Goi, il Gran Priorato Lugana. Nel dicembre 1985, nacque, da undici soci : Walter Contato per l'azienda agricola Provenza; Giorgio Zerbio; Giuseppe Bordignon per l'omonima azienda agricola; Vincenzo Formentini per le aziende agricole Hirundo e Selva Cappuzza; Ughetta Ambrosi per la Tassinara; Igino Dal Cero per l'azienda agricola Dei Frati; Marisa Monesi per l'Azienda agricola Al barone; Dino Rebay per le Aziende del Lugana; Luciano Rinaldini per conto della Prandelli spa e Corrado Vignali in rappresentanza dell'Azienda agricola Cà Furia, l'associazione produttori di vini ed uve Lugana Doc.