LABUS Giovanni

LABUS Giovanni

(Brescia, 10 aprile 1775 - Milano, 5 ottobre 1853). Di Stefano e di Francesca Guerini. Versatile e di vivacissimo ingegno nel 1792 entra in Seminario e compie gli studi ecclesiastici segnalandosi, molto giovane, per grande erudizione letteraria così da suscitare l'ammirazione di Ugo Foscolo che si diceva da lui "soffocato" "con un'inondazione di passi spagnoli, greci, latini, inglesi, antichi, moderni sacri e profani". Nel 1797 a 22 anni tronca gli studi seminaristici per darsi alla politica e al giornalismo e per far dimenticare l'educazione avuta, diviene ardente anticlericale pur rimanendo nemico delle buffonerie e platealità di certi rivoluzionari. Diventa segretario del Governo provvisorio giacobino ma soprattutto si dà all'attività pubblicistica: stampa manifesti, distribuisce fogli volanti, pubblica una raccolta di "Poesie repubblicane" (Brescia, anno I della Libertà italiana). Il 26 aprile 1797 fonde il bisettimanale "Giornale Democratico" che esce fino al 17 gennaio 1799, premettendo al titolo l'aggettivo "Nuovo" nei numeri dal 26 al 30 dicembre 1797. È considerato come uno dei giornali più accesi del triennio giacobino sia per lo spirito polemico che anticlericale. Il Labus non cela la sua soddisfazione per le stragi e i saccheggi compiuti nelle valli bresciane dalle armate francesi e dalle truppe democratiche bresciane, combatte incessantemente contro gli ordini religiosi per smascherare l'impostura dei frati e chiamare su di essi l'attenzione del popolo e gioisce ogni volta che monaci e monache rinunciano alla vita conventuale abbandonando l'esecrabile sepolcro della misera ingannata umanità. È deciso avversario del vescovo Nani mentre esalta i preti giacobini. Nemico dei veneziani anche dopo la caduta della Serenissima e dopo la pace di Campoformio, è fondatore di una unione delle libere repubbliche italiane in una unità nazionale e in una Repubblica Italiana. Nonostante lo spirito acerbamente polemico il Baroncelli ha sottolineato come egli si dedica alla formazione del nuovo spirito pubblico, illustra i diritti dell'uomo, discute sul matrimonio civile, espone ai padri di famiglia norme pedagogiche sull'allevamento e la istruzione dei figli, scrive articoli sulla finanza e sulla necessità di una più equa divisione dei tributi, tratta della legislazione relativa ai fondi comuni, insiste continuamente sulla necessità dell'istruzione pubblica, spesso ritorna sulla funzione educativa, patriottica e sociale del teatro, della poesia e della musica, combatte le degenerazioni della moda. Con particolare calore difende la funzione civile dei circoli costituzionali quando se ne minaccia la soppressione, con non comune coraggio svolge il tema delle elezioni e delle assemblee primarie e, soprattutto, sempre, e contro tutti, difende i diritti della libertà di stampa. Via via egli scende a combattere la corruzione della Repubblica Cisalpina e dei francesi e contro chi scimmiotta la politica d'Oltralpe, denuncia ruberie ed assassinii con sempre maggiore franchezza così che fin dal novembre del 1797 si parla di un suo arresto. Il 13 gennaio 1798 il giornale viene sequestrato, accusato, gli viene tolto dall'Amministrazione Centrale l'assegno mensile e le tipografie si rifiutano di stampargli il giornale così da costringerlo il 10 febbraio 1798 a sospendere la pubblicazione ripresa, tuttavia, un mese dopo. Continuando sulla stessa linea il 31 maggio 1798 viene arrestato mentre tiene un discorso nella Sala Patriottica e rinchiuso, per ordine del comandante francese in un torrione del Castello, ma due giorni dopo, il 2 giugno viene liberato assieme a Gianmaria Febbrari, condirettore della "Frusta Democratica". Alla fine di luglio viene di nuovo arrestato con altri sei democratici, trattenuto per sette giorni e poi dimesso in libertà condizionata fino al processo che in ottobre lo assolve per insufficienza di prove. Aggravandosi le condizioni della libertà in Italia, decide di sospendere "liberamente" il giornale e collabora sia pure saltuariamente al "Giornale degli amici della libertà italiana" di Mantova (18 febbraio 1797 - 15 febbraio 1798). Agli inizi del 1799 si ripresenta ai lettori con un nuovo foglio "L'Iride" che vede la luce per tredici numeri (dal 27 gennaio al 7 marzo 1799) poi trasformato in "Il Circospetto" uscito per otto numeri dal 10 marzo al 4 aprile dello stesso 1799. Pochi giorni dopo, davanti alla calata degli austro-russi il Labus fugge raggiungendo l'Olanda e poi la Germania, dove si orienta sempre di più verso gli studi, visitando Archivi, Musei, Biblioteche ed Accademie. Nell'agosto 1800 a seguito delle truppe francesi torna a Milano e nel 1802 è delegato governativo nei Dipartimenti del Mella, del Mincio e del Serio. Nel 1806 si laurea in diritto all'Università di Bologna. Stabilitosi a Milano nel 1807 viene nominato segretario capo di divisione dell'Intendenza dei beni della Corona in stretta amicizia con il Cicognara, il Paradisi, il Monti, il Perticari, il Volta. Diventato presto devoto all'Austria esalta la "sovrana munificenza" dell'imperatore Ferdinando che nel 1836 gli raddoppia la pensione, e gli fa dono di "un ricco anello contornato da brillanti e decorato della cifra, pure in brillanti, dell'augusto suo nome". Entra anche a far parte della "Società degli Amici" di Antonio Rosmini con il quale mantiene cordiali rapporti. Sempre legato a Brescia dove torna di frequente dedica i suoi primi studi eruditi a personaggi bresciani quali lo Zola, il Guadagnini, il Brognoli e il Roncalli. Infine si orienta verso l'archeologia iniziando la sua attività in tal campo nel 1811 con la "Dissertazione sopra il cippo inedito di Lucio Magio Primione, cui faranno seguito numerosissime altre dissertazioni e studi fra cui, nel 1813, l'illustrazione di antichissimi monumenti sepolcrali scoperti in tale anno nella Basilica milanese di S. Ambrogio. Determinante nella sua attività di studioso è l'incarico di curare la stampa di tutte le opere dell'archeologo Ennio Quirino Visconti. Ne risulta un'opera colossale tale da segnare una tappa importantissima nella storia degli studi classici in Italia. Sempre più larghi sono gli apporti all'archeologia bresciana specie dal 1823 con una dotta dissertazione su antichi monumenti ivi scoperti nella quale sostiene parentele antiche tra famiglie romane per giustificare le ricchezze di una statua equestre dedicata ad un fanciullo morto a sei anni. La pubblicazione suscita vivaci polemiche ed egli viene tacciato di invenzione e di fantasia, fino a che, nel 1844, appariranno alla luce due marmi onorari ricordanti gli stessi personaggi con le relative genealogie che confermano le sue deduzioni. Altra volta dà un'interpretazione talmente scientifica di due oscurissimi frammenti di una lapide che quando vengono rinvenuti altri frammenti della stessa, confermano in pieno la sua ricostruzione. Dagli Anni Venti si dedica agli scavi dell'area romana di Brescia seguendo con meticolosa ed appassionata cura i rinvenimenti archeologici ed epigrafici e sostenendo il lavoro di sistemazione del Museo Romano, vicino a Girolamo Ioli, primo conservatore del Museo e agli altri che dedicano ad esso le loro cure. Nel 1838 collabora attivamente alla illustrazione del "Museo Bresciano" che si pubblica per celebrare la salita al trono dell'imperatore Ferdinando I. Via via egli si propone di illustrare la storia antica di Brescia attraverso più di mille lapidi e dopo quarant'anni di studi e pazienti ricerche, ne incomincia nel 1851 l'edizione, interrotta però dalla morte. Un volume postumo comparirà nel 1854 , con il titolo "Marmi bresciani" dove tuttavia limiterà il campo di indagine alle sole epigrafi sacre e storiche, lasciando incompleta la ricerca sulle lapidi credute bresciane e non affrontando quelle onorarie pubbliche e sepolcrali. È del 1826 l'interpretazione di una epigrafe latina scoperta in Egitto dal viaggiatore Belzoni, che offre al Labus l'occasione di ricostruire esattamente la serie dei cinquantasei prefetti, che da Augusto a Caracalla governarono quella regione. Nel 1833 viene chiamato ad illustrare il Museo dell'Accademia di Mantova e ne pubblica gli importanti risultati, lodatissimi anche dal celebre Raoul Rochette sul «Journal des Savants», nel 1837. Un'opera importantissima e grandiosa che va malauguratamente interrotta per disaccordi con l'editore, è quella che il Labus inizia nel 1824 e che. dedicata a Leone XII, porta il titolo di "Chiese Principali d'Europa". Ne vengono pubblicati undici volumi, trattanti S. Pietro in Vaticano, del Duomo di Milano, del Pantheon di Roma, di S. Stefano a Vienna, di S. Maria del Fiore a Firenze, del Duomo di Pisa, di S. Giovanni in Laterano, del Duomo di Siena, del Duomo di Anversa, della Cattedrale di Gand e della Basilica di Superga, che pure offrono un copioso materiale di illustrazione storica e archeologica e danno luminose idee della vastissima cultura del Labus. Delle molte ed applaudite memorie lette e pubblicate dal Labus come membro dell'Istituto è degna di particolare rilievo quella intitolata "Di un'Epigrafe storica esistente in Atene sin dall'anno 140 dell'Era volgare, falsamente attribuita alla Basilica di S. Ambrogio in Milano" (1813), in cui sfatò definitivamente una leggenda che voleva donato un acquedotto e dato il titolo di nuova Atene a Milano dall'Imperatore Adriano: leggenda accolta e sostenuta dal Grazioli, dal Muratori, dal Giulini, da Giulio Ferrari e da Luigi Birago. Collaboratore attivo della "Biblioteca Italiana" del "Conciliatore" e di molti periodici letterari e scientifici tra i quali: il "Giornale italiano", il "Poligrafo", "Antologia", "Il ricoglitore", "Il nuovo ricoglitore", la "Gazzetta privilegiata di Milano" ecc. Molti i suoi studi comparsi nei "Commentari dell'Ateneo di Brescia". È in relazione epistolare con principi, cardinali, professori di università, artisti, archeologi, uomini politici, in Italia e all'estero. Riguardano i più svariati argomenti dagli affari politici e religiosi, alle ricerche erudite, dagli studi archeologici a teatrali letterari ecc. Ha un fiuto letterario singolare. Il Foscolo e il tipografo Bettoni gli chiedono la prefazione all'Ortis; Antonio Cesari a sua istanza scrive la "Lezione sopra la lingua italiana" ecc. Il Labus ha anche il merito di far conoscere la "Pentecoste" di Alessandro Manzoni, che pubblicata in pochissimi esemplari nel dicembre 1822, viene da lui ricopiata e mandata al "Giornale Arcadico" di Roma che la pubblica nel gennaio 1823 divulgandola ampiamente. Di tale rivista egli è assiduo collaboratore con eruditi studi e con molte epigrafi. Alunno e continuatore di Antonio Morcelli il Labus diventa epigrafista di grido. Innumerevoli le iscrizioni da lui dettate e sparse un po' dovunque fra cui molte nel Cimitero Vantiniano di Brescia. Come tale egli acquista grande fama tanto che il Principe di Metternich lo invita a dettare una iscrizione per il Campo di Kulm: riuscitissima, gli merita il ringraziamento autografo del Principe e una medaglia d'oro commemorativa da S.M. l'Imperatore Ferdinando. Sue son pure le iscrizioni a Francesco I a Knigswart e quella dell'Arco della Pace in Milano; l'ammirazione che esse ottengono lo fanno nominare, il 20 marzo 1837, epigrafista aulico imperial regio iscrivendolo con ciò alla schiera degli ufficiali di Corte di Casa d'Austria. Viene inoltre nominato Cavaliere degli Ordini dei S.S. Maurizio e Lazzaro (1838), di S. Gregorio Magno (1840) e della Corona di Ferro (1848). Il 26 novembre 1839 viene nominato fra i membri effettivi pensionati dell'I.R. Istituto Lombardo di scienze, lettere ed arti di cui nel 1840 diventa vicesegretario con Giovanni Battista Fantonetti, Bartolomeo Catena, Pietro Configliacci, Ottavio Ferrarlo. Viene nominato direttore del "Giornale dell'I.R. Istituto lombardo di scienze, lettere ed arti e Biblioteca italiana, di cui esce come supplemento o appendice il noto periodico "Biblioteca" italiana. Fa parte di una trentina di Accademie scientifiche ed è socio corrispondente dell'Istituto di Francia, delle Accademie di Berlino, di Lilla, di Praga, di Torino, di Modena, di Roma (archeologica), di Napoli (Ercolanense) e di molte altre ancora. Una grande raccolta di manoscritti fatta dal Labus passò per eredità alla Biblioteca del Seminario di Mantova e venne illustrata da P. Guerrini nei "Commentari dell'Ateneo di Brescia" per l'anno 1945. Pubblicazioni: "Vite compendiate di Cincinnato, Epaminonda, Timoleonte e Bruto" vol. IV p. 43 della "Raccolta dei decreti del Governo provvisorio bresciano", Brescia 1804; "Per gli eccelsi imenei di Girolamo Trivulzio e Vittoria Ghirardini. Canzone" (Brescia, Bettoni 1805 in 4°); "Notizie intorno la vita e gli scritti di Ubertino Puscolo grecista del secolo XV" (in V. Rosmini. Vita e disciplina di Guarini Veronese tom. 5 pag. 170 e seg.); "Lettera intorno la vita e gli scritti di Giuseppe Zola" ("Giornale Italiano" 1, 1807 n. 38); "Lettera intorno la vita e gli scritti di Antonio Brognoli" (Ibidem n. 57); "Notizie della vita e degli scritti di Giambattista Guadagnini" (Ibidem, n. 301); "Parere di Scipione Maffei intorno al sistema dell'Università di Padova e al modo di restituirle il suo antico splendore e concorso, pubblicato con note" (Milano, Cairo e Compagno 1808 in 8°); "Elogio di Lesbia Cidonia scritto dall'ab. Ricci" intitolato dall'editore al sig. Vincenzo Peroni (Milano, Pirotta 1809 in 8°); "Lettera intorno la vita e gli scritti del conte Carlo Roncalli" ("Giornale Italiano", 1811, n. 342 e 343; La lettera è scritta dal conte Carlo Roncalli in risposta al sig. Labus, le note poi sono del Labus, editore; "Dissertazione sopra il cippo inedito di Lucio Magio Primione"; "Commentari dell'Accademia di scienze, lettere ed arti di Brescia, 1811, pag. 40 e seg.); "Dissertazione sull'epigrafe onoraria del Console M. Nonio Arrio Muciano scoperta in Verona l'anno 1810" ("Commentari dell'Ateneo di Brescia" 1812, pag. 55 e seg.); "Lettera all'ab. Girolamo Bagatta prefetto delle scuole di Desenzano sopra un'antica colonna letterata di Maguzzano" (Brescia, Spinelli e Valotti 1812 in 8a); "Dissertazione dell'eccidio di Marco Marcello per mano di P. Magio Chilone" ("Commentari dell'Ateneo di Brescia", 1813 pag. 47 e seg.); "Lettera intorno la vita e gli scritti di Domenico Coccoli" ("Giornale Italiano" 1813 n. 26); "Dissertazione degli antichi monumenti sepolcrali scoperti nell'insigne Basilica di S. Ambrogio di Milano nei mesi di Marzo e di Aprile del 1813", "Commentari dell'Ateneo di Brescia" 1815 pag. 49 e 1816 pag. 42); "Dissertazione sopra un cippo sepolcrale che si conserva in Bornato" (Ibidem, 1815 pag. 46); "Sulle Tribù e sui Decurioni dell'antico Municipio Bresciano" (Brescia, Vescovi 1815 in 8° fig.); "Dissertazione intorno la vita e gli scritti di Guglielmo Corvi filosofo e medico del secolo XIII" (Padova, tip. del Seminario, 1814, in 8°); "Osservazioni sopra una lapide votiva Monzese" ("Poligrafo" a III, n. 29 e 38); "Lettere inedite di Giuseppe Torelli: 1. Sull'uso d'insegnare le scienze in lingua latina nelle pubbliche Università; 2. Sulla riforma del Collegio militare di Verona" (Ibidem, a III, n. 28 e 34); "Lettere inedite di Giulio Antonio Averoldo e di Camillo Silvestri sopra due antiche lapidi bresciane" (Ibidem, a III n. 49); "Poesie inedite di Gio. Andrea dell'Anguillara, di Girolamo Verità, di Lodovico Ricci e di Domenico Colombo con note dell'editore" (Ibidem, III, n. 36, 37, 42 e 52); "Lettere inedite di Monsignor Antonio Querengo con cenni della sua vita" (Ibidem, a III, n. 49); "Notizie intorno la vita e gli scritti di Gio. Battista Corniani con varie lettere inedite a lui dirette" (Milano, Pirotta 1804 in 8°); "Sull'Agone Capitolino, Dissertazione dell'ab. Stefano Antonio Morcelli" (Milano, Pirotta 1816 in 8° , e di nuovo accresciuta di una "Dissertazione" dello stesso Autore sulla Bolla d'oro de' fanciulli romani con note dell'editore. Ivi 1816 in 8°); "Monumenti antichi inediti, raccolti e spiegati" ("Biblioteca Italiana" tomo 2°, p. 194 e seg.); "Osservazioni sull'Appendice al Lessico del Forcellini edita in Padova l'anno 1816" (Biblioteca Italiana, tomo 3, p. 422 e seg.); "Viaggio da Milano ai tre Laghi Maggiore, di Lugano e di Como di Carlo Amoretti. Quinta edizione accresciuta di vari monumenti di antichità" (Milano, Silvestri 1817 in 8°); "Stephani Antonii Morcelli MIXAHAEIA, sive dies Festis Principis Angelorum edente Joanne Labusio I. C. Brixiano" (Mediolani, typis Pirotta, 1817 in 8°); "Dissertazione intorno due antichi epitaffi acquistati dal signor ab. Sebastiano Ciampi p.p. di filologia greca e latina nella R.I. Università di Varsavia" (Milano, Pirotta, 1817 in 8°); "Della Gente Arria Romana e di un nuovo denaro di Marco Arrio Secondo. Dissertazione di Bartolomeo Borghesi, premessovi un ragionamento dell'editore al cav. Vincenzo Monti" (Milano, Pirotta 1817 in 8°); "Lettre de Monsieur le Docteur Jean Labus, membre de l'Académie des Antiquaires de Rome à Monsieur le chev. Millin, membre de l'Académie des Inscriptions, rélativement à un auvrage très-rare sur les Monumens Antiques de la ville de Brescia, qui a été publié le seizieme siècle, et qui a jusqu' à présent échappé à la connoissance de plus célèbres Bibliographes et Antiquaifes" (Paris 1818, Annal. Encycloped, tomo 2, p. 20); "Dissertazione intorno la vita e gli scritti di Camillo Porzio storico napoletano" (Commentari dell'Ateneo di Brescia 1818 p. 124); "Dissertazione sull'epitaffio di M. Valerio Massimo conservato nel Casino dei Nobili di Milano" (Ibidem, 1818 p. 102); "Dissertazione sui Nuovi Frammenti di Fasti Consolari Capitolini scoperti in Roma l'anno 1816" (Ibidem 1818 p. 118); "Notizie intorno la vita e gli scritti di Ennio Quirino Visconti" (Milano, Bettoni 1818 in 4°); "Le stesse vennero corrette ed accresciute dall'A., tradotte in francese" par Sergent Marceau, Milan, Destefanis 1818 in 4°); "Dissertazione intorno la vita e gli scritti di Girolamo Verità poeta e filosofo del secolo XVI" (Commentari dell'Ateneo di Brescia 1818 p. 126); "Epitaphium in Coemeterio ad Portam Vercellinam prope Mediolanum" (su Lettera dell'Ingegnere Bareggi. Milano, Stamp. Dova 1818 in 4°); "Notizie intorno la vita e gli scritti di Antonio Cagnoli" (Milano, Silvestri 1818); "Lettera all'ab. Giuseppe Furlanetto sopra un antico epitaffio conservato in Manerba presso il Benaco" ("Giornale dell'Italiana Letteratura" di Padova, VI bim. 1815, e nel "Giornale Arcadico di Roma" tomo 4 p. 257 e seg.); "Notizie intorno la vita e gli scritti di Giacomo Pergamini da Fossombrone" ("Commentari dell'Ateneo di Brescia", 1819 p. 127); "Lettera in difesa dell'Epitaffio scritto dall'ab. Morcelli in onore del Marchese Patrizi" (Appendice critico-lett. alla "Gazzetta di Milano" 1819 n. 104); "Epigrafe antica nuovamente scoperta in Padova pubblicata e spiegata. Dissertazione epistolare indiritta all'ab. Francesco Cancellieri prosigillatore della Sacra Penitenzieria, sopraintendente alla Tipogr. di Propaganda" (Milano, Destefanis 1810 in 8°); "Dissertazione intorno due antichi monumenti letterati scoperti in Pavia l'anno 1818" ("Commentari dell'Ateneo di Brescia" 1819 p. 95); "Dissertazione intorno i famigliari e i ministri dell'insigne Vescovo di Brescia Domenico Bollani" (Ibidem); "Ara antica scoperta in Haimburgo dal sig. Consigliere Stefano nobile Mainoni pubblicata con alcune spiegazioni" (Milano, Destefanis 1820 in 4 fig.); "Dissertazione intorno l'Isoletta del lago Benaco, e gli antichi monumenti che quivi tuttavia si conservano" ("Commentari dell'Ateneo di Brescia", 1820); "Dissertazione intorno i Vessillari delle legioni Romane" (Ibidem, 1820); "Lettera a D. Pietro de Lama prefetto del pubblico Museo di Parma intorno due iscrizioni Vellejati" (Parma, Carmignani, 1820 in 4°); "Osservazioni sui marmi antichi della casa, e giardino Rossi in Milano" (Raccoglitore, tomo 8, p. 243 e seg.); "Spiegazione delle tavole in rame contenute nei quattro tomi della Storia di Milano del cav. Carlo de' Rosmini Roveretano" (Milano dalla Tip. Manini e Rivolta 1820 tom. 4° in 4. con fig. Sta a pag. 401 del tom. 4°); "Della vita e degli scritti dell'ab. S.A. Morcelli" (Appendice Critico-Lett. alla "Gazzetta di Milano", 1821, n. 8); "Dissertazione sulla certezza degli studi antiquari" ("Commentari dell'Ateneo di Brescia", 1821); "Dissertazione intorno la maniera di coprirsi la testa, e i vari cappelli degli antichi Romani" (Ibidem 1821); "Cenni su l'isola Lechi nel Benaco". (Estratto da: Da Persico Giovambattista. Descrizione di Verona e sua provincia - vol. 2°, Verona, Soc. Tip. Editrice, 1821, 13 p.); "Da la certitudej de la science dey antiquitàj du dr. t Labus memb. de l'Acad. Archeol. de Rome" (Mi lano, J. P. Giegher 1822 in 8°); "Notizia intorno alla vita e agli scritti del P. Giuseppe m° Racagni C.R. della Congreg. di S. Paolo raccolte dal dr. G. Labus" (Milano, 1822 presso G. Poghiani in 8); Iconografia Greca di Ennio Quirino Visconti recitata in italiana favella dal dr. Labus n. 3, 8 in tom; "Iconografia Romana" (Ibidem, Roma 2 vol in 8°); "Intorno varj antichi monumenti scoperti in Brescia. Dissertazione del dr. Giov. Labus" (Brescia per N. Bettoni 1823); "Lettera prima al piccolo Bollandista" (del can. teologo Pietro Rudersi), (Milano, Manini 1823 in 8°, vi collaborarono diversi, morto il Rudono, fu continuato e terminato dal Labus che vi pose il suo nome. Il piccolo Bollonivista era lavoro dell'avv. Luigi Bossi); "I fasti della Chiesa nelle vite dei Santi. Op. compilata da società di ecclesiastici per cura di G. Labus" (Milano, Angelo Bonfanti, 1824, vol. 13 in 8°); "Tutte le opere di Ennio Quirino Visconti, edizione italiana e francese diretta per la parte archeologica e letteraria dal dr. G. Labus" (Milano, Società degli Editori, 2824 in 8°); "Di una epigrafe latina scoperta in Egitto dal viaggiatore G.B. Balzoni o in occasione di epoca, dai prefetti di quella provincia da Ottavio Augusto a Caracalla. Dissertazione di G. Labus" (Milano, Sonzogno 1926 in 8°); "Opere varie italiane e francesi di Ennio Quirino Visconti raccolte e pubblicate per cura del Dr. G. Labus" (Milano, Tip. Classici Italiani, 1827 vol 4 in 8°); "Delle tessere degli spettacoli romani" (Dissertazione inedita dell'Ab. S.A. Morcelli pubb. con alcune annotazioni per le faustiss. nozze Allemagna Luisa dal Dr. G. Labus (Milano, Pagliani 1827 in 8°); "Intorno l'antico Marmo di C.G. Giulio Ingennuo. Dissertazione Epistolare del dr. G. Labus" (Milano, Tip. Bonfanti, 1827 in 8°); "Brevi cenni intorno alle opere e alla vita del Cav. Carlo Di Rosmini del dr. G. Labus" (Milano, Tip. Pagliani, 1827, 16 giugno); "Sul cenotafio marmoreo dell'Ab. Anti Stef. Morcelli: lavoro dello scultore Gaetano Monti di Ravenna; lettera di G. Labus" (Milano, Tip. Bonfanti, 1828 in 8°); "Dei littori de' Magistrati Romani. Dissertazione dell'Ab. Stef. Ant. Morcelli, corredata da annotazioni dal dr. G. Labus" (Milano, Pagliani, 1828 in 8°); "Sullo studio delle antiche monete. Dissertazione inedita dell'ab. Stefano A. Morcelli pubb. in occasione delle faustiss. Nozze Rossa- Caroli, dal dr. G. Labus" (Milano, Tip. Angelo Bonfanti, 1829 in 8°); "Vita di santis. Alessandro Martire compilata dal dr. Giov. Labus" (Milano, Tip. Bonfanti 825 in 8°); "Lettera del dr. G. Labus ad Emanuele Cicogna intorno ad una iscrizione antica scoperta in Venezia in agosto del 1830" (Venezia, Tip. Picotti, settembre 1830 - Tip. Picotti in 8°); "Di una epigrafe antica nuovamente riferita dalle escavazioni bresciane. Dissertazione del dr. Giov. Labus" (Milano, Tip. Manini, 1830, in 8°); "Io Labusi Jurisconsulti Jnscriptiones pro funeribus Jo Jacobi Trivulti March. Equiti Corr. Ferr. adjecta italica interpretatione" (Mediolani, ex off. Bonfantiana, XIII - Kal. Marii amm. 1831 in 8°); "Litterae Apostolicae Pont Max Leonis XII, Pii VIII, Gregorii XVI, Joanni Labus Iureconsultus Brixiano" (Mediolani, ex off. Bonfatiana, 1831 in 8°); "Epigrafe Istriana pubblicata e spiegata dal dr. Giovanni Labus" (Milano, Pirotta, 1833 in 8°); "Tipografia del sec. XV Articolo tratto dalle Appendici della Gazzetta privilegiata di Milano dei giorni 23-24-26 1834 con rettificazioni e aggiunte" (Milano, Mic. Bettoni a Comp. 12 marzo 1834 in 8°); "Museo Worslejano - Prefazione del dr. G. Labus" (Milano, Tip. Classici Italiani, 1834 in 8°); "Monumenti Gabini della Villa Pinciana descritti da Ennio Quirino Visconti nuovamente pubblicati per cura del dr. G. Labus con prefazione e note del medesimo" (Ibidem, 1835 in 8a, illustrazioni); "Memoria del prof. Giuseppe Defendi intorno al Museo della R. Academia di Mantova descritto ed illustrato dal dr. Giov. Labus" (Milano, 1835 in 8°); "Museo della Reale Accademia di Mantova descritto ed illustrato dal dr. Giov. Labus, I.R. Epigrafista aulico" (Mantova, Fro Negretti, 1837, vol. 3 in 8° con lav.); "Jo Labusij Juriconsulti Inscriptiones pro funera inst. Giberti Borromei Com. Viri Praestantiss ad Aedam S. Alessandri Mart. pridie Kal. Sept.an 1837" (Mediolam ex officina Viscojana in 8°); "Osservazioni storiche intorno all'anti edificio nel quale è posto il Museo (ap. 39 vol. del 'Museo Bresciano illustrato" Brescia, Tip. Minerva, 1838 in 4°) "Osservazioni archeologiche intorno ai Monumenti figurati esposti nel Museo del Cav. Dr. G. Labus" (Ibidem p. 121); "Invenzione del sepolcro di S. Latino III, Vescovo di Brescia dopo S. Anatalone, suo ritratto sepolc. iscrizioni, notizie relative, processo d'invenzione ecc. Aggiuntovi il giudizio del chiariss. archeologo cav. dr. Giov. Labus su tale invenzione" (Brescia, Tip. dalla Minerva, 1843 in 8°); "Antica Romana via del Sempione nuovamente osservata ed illustrata con monumenti contemporanei del cav. Giov. Labus. memoria letta nell'adunanza all'Istituto Lombardo il 6 agosto 1840" (nel vol. 1°, p. 1, seg. delle "Memorie dell'Istituto Lombardo" Milano, Tip. Bernardoni, 1844); "Intorno all'oscurissimo Dio Cauto Pate ricordato da un Marmo del Museo Bresciano. Inserito nel tom. 14 del giornale dell'Impero R. Istituto Lombardo dal dr. Giov. Labus" (Milano, Tip. Bernardoni, 1846 in 8°); "Epigrafe antica emendata supplita ed illustrata in R. Istituto Lomb., Milano, 1846 8°); "Marmi antichi bresciani, raccolti nel Museo Patrio classificati ed illustrati dal dr. Giov. Labus" (Milano 1854, ditta Ang. Bonfanti, in 8°); La stampa di questa edizione economica e di pochi esemplari riproduceva il manoscritto dell'autore del quale l'Ateneo doveva servirsi per l'edizione del vol. secondo sul Museo bresciano in 4° ed in fol. La morte del Labus troncò la pubblicazione e delle mille e più lapidi bresciane, 230 soltanto furono illustrate; "Di una epigrafe istorica esistente in Atene sin dall'anno 140 dell'Era volgare falsamente attribuita alla Basilica di Ambrogio in Milano. Memoria del dr. Giov. Labus letta il gennaio 1853 all'Istituto Lombardo" (Milano, Tip. Bernardoni, 1857).