JUDO

JUDO

Sport di importazione giapponese. Ad iniziare l'attività sportiva a Brescia fu il prof. Gino Malagnini nel 1957 circa, che aprì una palestra privata in Corso Cavour, nella palestra dell'Oratorio di S. Alessandro dove già nello stesso anno raccoglieva 150 allievi e aspiranti tali. Nell'agosto 1957 giungeva a Brescia Mario Bernardini, promosso cintura nera e istruttore nel 1956 presso l'Accademia del Corpo di Guardie di P.S. che aveva iniziato l'insegnamento a Peschiera del Garda e al Gruppo Guardie di P.S. di Brescia. Chiamato a dirigere la palestra di S. Alessandro il Bernardini formò un gruppo chiamato "Juscin-Kan". Per far meglio conoscere tale genere di sport organizzò diverse manifestazioni in città e in paesi limitrofi ottenendo gradualmente diversi successi, anche contro la patina di scetticismo di non pochi i quali sostenevano che il judo era uno sport violento. Intanto la sezione agonistica si faceva sempre più solida e dopo svariati allenamenti nell'ottobre del 1957 la squadra bresciana incominciò a partecipare alle prime gare a Milano, Cremona, Torino, Roma, ecc. con lusinghieri risultati. Emersero i primi campioni regionali, interregionali e nazionali come Cloza, Vatrini, Castelli, il dr. Gustavo Bianchi, Panada, Mezzena, Odolini e tanti altri. Abbandonato poi il gruppo di S. Alessandro e vinte non poche titubanze, il Bernardini passò a formare un nuovo gruppo della "Forza e Costanza" che da 5 elementi iniziali passò presto a 300 iscritti. Lo judo bresciano si andò arricchendo di nuove personalità di rilievo quali Giancarlo Peloso (poi direttore dell'Accademia Nazionale Judo), Luigi Fiocchi (poi direttore nazionale), Cesare Barioli (che portò il judo nell'ambito del C.S.I.). La palestra emigrò in via Cavallotti dove oltre a Bernardini, Barioli e Peloso diede valido contributo Orazio Castellani. I successi individuali e di squadra si andavano intanto moltiplicando e coppe e trofei affollarono sempre più gli scaffali della Forza e Costanza. Nel 1965 ebbe luogo una nuova immissione di forze che con Amedeo Chiesa (I cintura nera bresciana) e Renato Zorat (II cintura nera bresciana) trovarono per due anni un punto di riferimento in una palestra privata di via Callegari. Amedeo Chiesa contribuì largamente a diffondere lo judo in provincia portando lo sport, grazie all'appoggio del sindaco dott. Ambrosetti, a Palazzolo nella scuola I.P.C. e poi col favore della parrocchia nella palestra dell'oratorio, dando vita nel 1967 al Judo Club "La Sorgente" di Palazzolo e allargando poi l'attività sportiva all'oratorio di Sarezzo (1970), a Castegnato (1973).


Fin dal 1967 Amedeo Chiesa e i suoi amici staccandosi dalla "Forza e Costanza", fondavano il BU-SEN Athletic Club che venne trasferito presso l'oratorio di S. Faustino nei locali della ex Virtus (in via della Rocca) allargando l'attività al C.S.I trasferendosi poi per un anno al Franciscanum, in seguito a Mompiano ed, infine, nel 1980 presso l'oratorio di Roncadelle. Il BU-SEN sfornò ottime cinture nere come Piero Giannini, Mario Ruggeri, Luigi Piccinelli, Angelo Lorettu, p. Ludovico Fanzone (un religioso francescano cintura nera e 1° dan e insegnante I.S.E.F.) ed altri. Dal Judo BU-SEN nacque anche il Ken-Do (v.) grazie soprattutto a Giampiero Tonoletti, campione mondiale della specialità che si appoggiò all'Athletic Club il quale grazie soprattutto a Giuseppe Bertolotti raccolse l'eredità del BU-SEN sviluppando dal 1980 in poi anche il judo femminile, con ottime cinture nere. Nel frattempo continuava la sua attività anche la Forza e Costanza che dal 1967 aveva sviluppato grazie a Bernardini e ad altri un vivaio (che raggiunse i 40 elementi) di bambini e di ragazzi fino a 15 anni. Tra essi cominciarono ad emergere Ezio Gamba (poi campione olimpionico), Sergio Gamba, Giorgio Majorana, Cossu, Martinelli, Andreis, Sciuto, i fratelli De Leonardis, Bertelli, Branè e tanti altri. Nel 1970, in seguito ad un incidente ad una gamba, il Bernardini venne sostituito dalla cintura nera milanese Franco Capelletti, che divenne poi direttore tecnico della Nazionale e che con il giapponese 5° dan Masami Matsushita fece della palestra di S. Alessandro sotto la direzione di Sergio Voltolini la "Coverciano" del judo italiano. Nel 1974 Bernardini veniva chiamato a dirigere l'Athletic-Center. Nell'ottobre 1979 Brescia ospitava su designazione della UEI, i campionati europei di judo a squadre. Nello stesso 1979 Vanni Bertolotti apriva, dopo 10 anni di attività, una palestra a Breno, nel Villaggio Pedersoli. Attività judo venne poi svolta alla Kennedy. Nel 1980 nasceva presso la palestra del Liceo Scientifico il "Judo Club" di Salò con istruttore Mao Lanniti e presidente Raimondo Dal Dosso. Tra i migliori judoka bresciani sono da annoverare nel settore agonistico Ezio Gamba e in quello sportivo Camillo Cloza.