GAGLIARDI Paolo

GAGLIARDI Paolo

(Brescia, 15 agosto 1675 - 16 agosto 1742). Di Cristoforo, avvocato fiscale, e di Angelica Luzzago. Ebbe un'infanzia difficile per continue malattie. Si dedicò poi agli studi e a 18 anni passò all'Università di Bologna per studiarvi legge senza dimenticare la letteratura. Vi strinse amicizia con il matematico Giandomenico Cassini e divenne membro dell'Accademia dei Gelati, che aveva sede in casa dei conti Fava in via Galiera, attraverso la quale entrò in amicizia con Pier Jacopo Martelli, Prospero Malvezzi, Carlo Bedori e altri letterati bolognesi. Dopo due anni di corso ritornò a Brescia dove, ottenuta la coadiutoria di un canonicato della Cattedrale, si dedicò agli studi, fino ai trent'anni, quando nel 1705 venne ordinato sacerdote. Continuò negli studi per anni intensi di lavoro, allargandoli poi sempre più a quelli sacri e allo studio delle lingue classiche. Fu con l'ab. Filippo Garbelli il più attivo sostenitore del programma culturale del vescovo Barbarigo e dell'Accademia ecclesiastica da questi fondata e della quale fu cofondatore. Consigliò il conte G. M. Mazzuchelli sulla Storia letteraria. Fu studiosissimo di questioni di lingua e pubblicò le "Cento osservazioni di lingua..." che gli meritarono di essere chiamato a far parte dell'Accademia della Crusca. Fu tra i primi a studiare il dialetto bresciano con la "Lezione intorno alle origini e ad alcuni modi di dire della lingua bresciana". Fu buon conoscitore delle lingua latina, greca ed ebraica. In latino scrisse con rara eleganza; nella lingua greca compì una traduzione delle "Confessioni" di S. Agostino, scomparsa. Fu il restauratore dello studio delle lingue classiche favorendo la venuta a Brescia del sacerdote greco Panagioti, e, inoltre, fu un buon traduttore, come dimostrano la "Lettera di S. Basilio Magno a S. Gregorio teologo..." e una "Omelia di S. Basilio Magno ai giovani del mondo...". Studiò anche con tenacia la lingua ebraica, così da conoscerla a fondo. Fu un conoscitore profondo di poeti latini e italiani e poeta egli stesso, come confermano le sue composizioni poetiche incluse in raccolte del tempo. Di particolare eleganza è l'epistola latina sul viaggio alla Madonna della Corona. Di rilievo anche un prezioso frammento di un poema sulla Genesi dal titolo "Fragmentum Genesis". Ma fu soprattutto un erudito come confermano la lettera intorno al Petrarca, il discorso sul "viaggiare", le controversie con i giornalisti di Lipsia, la difesa di un coro del Guarino, la biografia di Giovanni Cinelli, la lettera-dissertazione sulle citazioni dei testi latini in opere di eloquenza italiana, la memoria sul dittico di Boezio di cui fu il primo illustratore, il poetico dialogo del Melone e del Mella. Ebbe polemiche vivaci con Scipione Maffei che fece appunti alle sue osservazioni intorno ad una iscrizione e ad altre antichità di Brescia nella sua "Ricerca istorica dell'antica condizione di Verona" alla quale il Gagliardi rispose con il "Parere intorno all'antico stato dei Cenomani ed ai loro confini". Di questa polemica vi è una eloquente testimonianza in un affresco nella villa Mazzuchelli di Ciliverghe, nel quale Brescia e Verona si contendono, sostenute dai personaggi intervenuti nelle polemiche, i rispettivi confini. Nel 1714, appena entrato in diocesi, il vescovo Barbarigo lo sollecitò a preparare un'edizione dei Sermoni di S. Gaudenzio che comparve nel 1720, ricca anche delle opere di S. Filastrio, di Ramperto e Adelmanno. La stampa del volume presso l'editore Comino di Padova la portò in questa città per alcuni mesi durante i quali ebbe modo di conoscere letterati e studiosi fra cui l'ab. Bacchini, Antonio Valisnieri, il march. Giovanni Polini, G.B. Morgagni, i fratelli Volpi ecc. L'opera venne accolta da grande favore. Il "Giornale dei letterati d'Italia" ne fece degli estratti. In lode si pronunciarono i Bollandisti. Non mancarono polemiche. Molta la stima da lui raccolta. Il Gradenigo lo dice peritissimo nelle belle e sacre lettere; ornatissimo per illibata vita e prudenza nell'agire ed egregio autore della storia dei vescovi bresciani, mentre il Brunati lo dichiarò addirittura l'uomo più dotto che Brescia abbia avuto nelle ecclesiastiche e agiologiche antichità. Trattando poi delle sue "Note" al Martirologio del Faino lo dice valentissimo uomo. L'Onofri confessa che ciò che non gli diede il Gradenigo l'attinse dagli studi del Gagliardi. OPERE: "Pauli Galeardi Oratio pro adventu Jo. Francisci Barbarici ad Episcopatum Brixianae Ecclesiae" (Venetiis apud Andream Polesi, 1715, in 12°); tre sonetti in: "Raccolta de' Rimatori viventi" (In Venexia per Gio. Gabriello Ertz, 1717, in 8° di carte 87); "Osservazioni intorno ad una inscrizione, ed altre antichità di Brescia" (Tom. XXX a p. 21 del Giornale de' Letterati d'Italia); "Note, ad Ughellum in Brixiensibus Episcopis" (in Italia Sacra dell'Ughelli ,Tom. IV p. 519); "Sancti Gaudentii Brixiae Episcopi Sermones, qui astant, nunc primum nd. quidem Mss; Cadd. recogniti et emendati. Gecesserunt Ramperti, et Gadilmani Venerabilum Brixiae Episcoparum Opuscola, recensuit ac Notis illustravit Paulus Galeardus Canonicus Brixianus" (Patavii excudebat Josephus Cominus, 1720, in 4° gr.); "Ephemeris Ephemeridum, seu Iudicium de Actis Lipsiensibus (mensis Octobris anni 1722 ad Ct. V. Jo. Burchardum Mencbenium in 4° s.i.t.); "Oratio pro adventu Fortunati Mauriceni ad Episcopatum Brixianae Ecclesiae" (Brixia typis Jo. Maria Ricciardi 1723, in 12°); "Parere intorno all'antico Stato de' Cenomani ed ai loro Confini" (In Padova presso Giuseppe Comino 1724, in 8°); "Lettera scritta al P. Abate Grandi sopra la sua Epistola de Pandectia". (In "nuova disamina della Storia delle Pandette", Faenza nella Stampa dell'Archi 1730, in 4°); "Lettera di S. Basilio Magno a S. Gregorio Teologo, nella quale si danno i precetti della vita religiosa e perfetta" (tradotta dal greco, Brescia, per Jacopo Turlino 1733 in 12°) "Orazione per la Fabbrica del Nuovo Duomo di Brescia" (In Brescia dalle Stampe di Gian-Maria Rizzardi 1734, in 4°); "Oratio habita Patavi ad instauranda Artium studia" (postrid. Kal. Nov. anno 1734, Patavii Typis Sardi Almae Univ. Tipographi, in 4°). Benché opera sua venne stampata sotto il nome del nipote Giuseppe Gagliardi; "Omelia di S. Basilio Magno ai Giovani del mondo con cui abbiamo a trar profitto da' libri degli Autori profani, tradotta dal Greco, in Brescia per Jacopo Turlino 1730, in 12°); "Vita di Gio. Cinelli tratta dalle scanzie della Biblioteca Volante dello stesso Autore" (In Rovereto presso Pierantonio Berno 1736, in 8°); "De peregrinatione ad B.V., quae in monte Baldo colitur vulgo della Corona, Carmen" (Brixiae ex praelo Jo. Baptistae Bossini 1737, in 4°); "Veterum Brixae Episcoparum S. Philastrii et S. Gaudentii Opera, necnon B. Ramperti Ven. Adelmanni Opuscula nunc primum in unum collecta, ad veteres Mss. Codices. colla notis, aliisque additionibus illustrata vet aucta, prodeunt iussu Eminentiss. ac Rever. D.D. Angeti Mariae Tit. S. Marci Card. Quirini Brixiae Episc., et Apostolice Sedis Bibliothecarii" (Brixiae ex Typographia Joannis Mariae Ricciardi 1738 in fol. gr.); "De Melone et Mella agri Brixiani Fluviis Brixiae ( ex praelo Jo. Baptistae Bossini 1740 in 4°) "Lezione intorno alle origini e ad alcuni modi di dire della Lingua Bresciana". (Nel torno della "Raccolta d'Opuscoli Scientifici e Filologici", stampata in Venezia presso Simone Occhi 1740, in 12°) "Cento Osservazioni di Lingua, nelle quali si spiegano diversi modi particolari, usati dalla Lingua Toscana". (In Bologna nella Stamperia di Lelio della Volpe 1740, in 12°); "Notizie del glorioso Vescovo S. Anatalone proposte ai suoi devoti in occasione della sua solenne traslazione dalla vecchia alla nuova Cattedrale di Brescia" (Brescia, G.M. Rizzardi, 1719 in 8°. Comparso anonimo ma secondo testimonianza di G.B. Chiaromonti del Gagliardi); "Le confessioni di S. Agostino traduzione dal latino in italiano" ( Venezia, Simone Occhi, 1747 in 12°) "Lettera latina in cui ragguaglia il sig. Canonico Silio del suo viaggio nella Valle Trompia, stampata con altre lettere" nella Raccolta intorno lo stato de' Cenomani di Antonio Sambuca" (Brescia, Rizzardi 1750 in fol.); "Operette e lettere del Canonico Paolo Gagliardi Bresciano Accademico della Crusca" (Brescia G.M. Rizzardi 1757 in 12°( raccolte e pubblicate da G.B. Chiaromonti che le dedicò al co. G.M. Mazzuchelli) "Lettera intorno alla qualità dell'amore di M. Fr. Petrarca" (stampata nelle opere del Petrarca, Venezia A. Zatta, 1756 T. 2 p. 600); "Discorso intorno al viaggiare dell'Ill. sig. Leandro Chizzola", "Discorso delle traduzioni. Al m.r.p. Giuseppe Romilli della Congregazione dell'Oratorio di Brescia"; "Osservazioni sopra l'articolo III del vol. X del Giornale dei Letterati d'Italia, al n. 12 , intorno la persona di Nicolò Nicoli fiorentino"; "Difesa del coro dell'atto IV del Pastor Fido del cav. G.B. Guarini"; "Lettere latine e italiane"; "Lettera in proposito del portar autorità latine nelle scritture volgari" (al Sig. Arcidiacono Leandro Chizzola, in data 28 maggio 1712, pubblicata nelle "Memorie per servire all'Istoria letteraria", t. VIII, P. V., p. 3); "Operette varie del can. P. Gagliardi, Accademico della Crusca" (Brescia Giuseppe Pasini 1759 in 12°, raccolte da G.B. Chiaromenti dedicate a S.E. Sig. Pietro di Jacopo Gradenigo, patrizio veneto); "Notizie intorno al monaco Teofilo Bona" (perdute); "Leggi et Ordini inquisitoriali e proclami di diversi pubblici rappresentanti approvati la maggior parte dell'Ecc.mo Senato; stabilito per il buon governo de' Pubblici corpi della Comunità e Luoghi Pii della provincia bresciana. Raccolto dal sig. Paolo Gagliardi e ristampato per ordine dell'Ill.mo et Eccell. sig. Pier Andrea Capello cav. Podestà, Vice Capitano di Brescia, dall'anno 1549 al 1761" (Brescia, Pietro Pianta, Stamp. Ducale 1761 in 4°, con aggiunta di: "Ordini, capitoli, terminazioni e proclami su materie della Scuola e Luoghi Pii - Ibidem); "Lettere del can. P. Gagliardi, accademico della Crusca, colle annotazioni e con un ragionamento intorno agli Epistolari di G.B. Chiaramonti" (Brescia, Pianta 1763 vol. 2 in 12°); "Orationes praestantium Italorum quae aetate nostra fuerunt selectae ecc."; "Epistolae praestantium italorum quae aetate nostra fuerunt selectae ecc; "Carmina praestantium italorum qui aetate nostra fuerunt selectae". Lasciò inoltre incompiute molte opere fra cui: "Notizie intorno la vita e gli scritti di Giovanni Calfurnio"; "Notizie intorno la vita e gli scritti di Giovita Ravizza di Chiari"; "Discorso sopra la satira X° di Giovenale"; "Alcune osservazioni sopra la Divina Commedia di Dante"; "Due sermoni di Isocrate, l'uno a Domenico, l'altro a Nicola, portati dal greco in latino fin da 1721"; "Annotazioni alla Libreria bresciana del p. Leonardo Cozzando"; "Lettera a Nicolò Madrisio sopra la morte del Canonico Silio" (in Miscellanea D. VI. 4, f. 18 del fratello Giulio); "Lettera a Giulio Gagliardi" (in Miscellanea D. VI. 5, f. 124); "Relazione del suo viaggio a Roveredo" (ibidem); "Risposta al p. Cogola, ringraziandolo dell'invito di inserire nella sua Raccolta di opuscoli la Vita del Cinelli (28 ott. 1736) (ibidem f. 145); "Lettera del B. Gian Francesco Bandini in commendazione di una Dissertazione" (Miscell. D. VI. 14, f. 150); "Notizie di XXIV de' più Illustri Letterati coi loro ritratti" (prima presso il conte Mazzuchelli ora in Biblioteca Vaticana); "Cronologia de' Vescovi bresciani, accresciuta di buon numero di diplomi ed antichi documenti non usati nell'edizione dell'Ughelli di Italia Sacra" (tra i manoscritti dell'Odorici); "Pauli Galeardi Ephemeris Ephemeridum seu Iudicium de actis Lipsiensibus" (mensis octobris an. 1722 ad cl. v. Jo. Burchardum Menckenium); "Annotationes ad Martyrologium Brixianum p. Galeardi can. qui obiit die 14 angusti an. 1742" (in Bibl. Quer. H. m. I. miscell. 5, p. 158); "Miscellanea poetica da P. Gagliardi raccolta, con poesie di lui stesso e del Rizzardi, del Dottori, del Bottalini, del Maggi e due tragedie "Creso" e "Cleopatra" del Delfino" (in Bibl. Queriniana B. VI. 31); "Orationes praestamtium Italorum qui aetate nostra florerunt, selectae ecc. (2 vol. in 8°, perdute); "De peregrinatione B.M. Virginem quae in Monte Baldo colitur vulgo della Corona, Carmen" (in "Parnaso latino" ossia Raccolta di poesie scelte di autori bresciani ( in Bibil. Queriniana nei manoscritti di Faustino Gussago); "Spililegium P.G. ad notas Jo. Alberti Fabricii in Librum Philastrii De Heresibus ed. Hamburgi 1721"; "Lezioni intorno alle origini ed alcuni modi di dire della Lingua Bresciana" (1793); "Manoscritti di varia materia latini e italiani raccolti dal can. Paolo Gagliardi" (in Raccolta Gussago, Bibl. Queriniana n. 7); ecc. Sue lettere sono nella Biblioteca Marciana di Venezia.