FERRETTI Angiolina: differenze tra le versioni

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'''FERRETTI Angiolina'''
 
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Sec. XIX. Di famiglia patriottica (uno zio, Giuseppe, morì combattendo nelle Dieci 'Giornate al mercato di S. Eufemia), che però aveva ospitato ufficiali austriaci i quali d'altra parte, pur conoscendone i sentimenti si dimostrarono rispettosi e si adoperarono in favore dei patrioti, conobbe Tito Speri e cercò di aiutarlo, dopo l'arresto assieme alla sorella Santina, che pure è ricordata nelle memorie del patriota bresciano. Fu nel 1852 direttrice d'asilo a Guastalla, nel 1856 maestra a Milano. Nel 1859 rimase senza lavoro ottenne un sussidio da Cavour, protetta dall'Aporti insegnò ad Alba, aprì un collegio a Mondovì, fu poi a Parma, Genova, Lucca (direttrice nel 1866 -1888 di un convitto), ancora a Parma e infine a Oneglia.
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Sec. XIX. Di famiglia patriottica (uno zio, Giuseppe, morì combattendo nelle Dieci Giornate al mercato di S. Eufemia), che però aveva ospitato ufficiali austriaci - i quali d'altra parte, pur conoscendone i sentimenti, si dimostrarono rispettosi e si adoperarono in favore dei patrioti - conobbe Tito Speri, dal quale avrebbe avuto un figlio (v. Speri Tito), e cercò di aiutarlo dopo l'arresto assieme alla sorella Santina, che pure è ricordata nelle memorie del patriota bresciano. Fu nel 1852 direttrice d'asilo a Guastalla, nel 1856 maestra a Milano. Nel 1859 rimase senza lavoro ottenne un sussidio da Cavour, protetta dall'Aporti insegnò ad Alba, aprì un collegio a Mondovì, fu poi a Parma, Genova, Lucca (direttrice nel 1866 -1888 di un convitto), ancora a Parma e infine a Oneglia.
 
   
 
   
 
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Versione attuale delle 03:30, 9 mag 2020

FERRETTI Angiolina

Sec. XIX. Di famiglia patriottica (uno zio, Giuseppe, morì combattendo nelle Dieci Giornate al mercato di S. Eufemia), che però aveva ospitato ufficiali austriaci - i quali d'altra parte, pur conoscendone i sentimenti, si dimostrarono rispettosi e si adoperarono in favore dei patrioti - conobbe Tito Speri, dal quale avrebbe avuto un figlio (v. Speri Tito), e cercò di aiutarlo dopo l'arresto assieme alla sorella Santina, che pure è ricordata nelle memorie del patriota bresciano. Fu nel 1852 direttrice d'asilo a Guastalla, nel 1856 maestra a Milano. Nel 1859 rimase senza lavoro ottenne un sussidio da Cavour, protetta dall'Aporti insegnò ad Alba, aprì un collegio a Mondovì, fu poi a Parma, Genova, Lucca (direttrice nel 1866 -1888 di un convitto), ancora a Parma e infine a Oneglia.