CAPODIMONTE (2)

CAPODIMONTE (in dial. Co de Mont, in latino Capitis Montis)

Piccolo borgo all'estremo occidentale dell'altura di Castenedolo (donde il nome). E' a m. 149 s.m., a 10 km. da Brescia e a 2 km. a SE di Borgosatollo. Frazione di Castenedolo a parrocchia autonoma nella vicaria di Rezzato e nella Zona XVI, Nel sec. Abitanti (capodimontesi), 658. el sec. XVII i nob. Longhena comprarono parte dei terreni di Capodimonte. I Longhena vi edificarono una villa già ricorda ta nel 1641 con accanto nel 1678 una chiesa. La villa rifatta subì l'influsso dell'opera architettonica di A.Turbino che opera nella vicina Montirone. La villa é definita da Perogalli e Sandri "uno degli esempi piú felici delle ville del Settecento Bresciano. L'ntegrazione fra natura ed organismo architettonico é completa. Superbo il viale con galleria continua (un tempo vi dovevano essere molte statue di cui rimasero i basamenti) che sta alle spalle della villa. Il giardino rivela tracce geometriche in cui si inseriscono elementi scultorei e la cancellata; il tutto secondo schemi di prospettiva, secondo un gusto scenografico. La villa vera e propria si presenta inserita in una "U" di cui costituisce il corpo centrale nel quale si inseriscono sia le ali che due corpi di fabbricati agricoli che formano un altro cortile diviso da un giardino "a cannocchiale". Molto bella architettonicamente la villa nella parte finita, per l'elegante schema geometrico, per l'immediatezza di gusto, la simmetria tra esterno e interno. Di vivo interesse la "serliana" (dal nome dell'architetto Serlio) consistente in un'apertura fra due architetture, che nella villa si ripete più volte, persino nella piccola "gloriette" del parco. La villa passò dai Longhena al generale Giovanni Romei-Longhena e poi ai Provaglio. Religiosamente e civilmente Capodimonte appartenne a Castenedolo. Una cappella privata, accanto alla loro villa venne edificata intorno al 1678 dai nob. Longhena che la dedicarono a S.Luigi Gonzaga. Gli stessi Longhena si fecero promotori nel 1719 della costruzione di un'altra chiesetta dedicata a S.Francesco di Sales che venne considerata oratorio pubblico e officiata dal cappellano di casa Longhena e dai sacerdoti della parrocchia di Castenedolo. Il 25 febbraio 1890 il parroco di Castenedolo aumentando la popolazione chiedeva di poter annettere alla Chiesa di Capodimonte il beneficio di una cappellania della parrocchia per provvedere ad una assistenza spirituale pi continua. Finalmente nel 1963 venne costruita, su progetto del conte ing. Antonio Lechi, la nuova chiesa dedicata a S.Giovanni Bosco che divenne parrocchiale nel 1959. La chiesa è stata affrescata da Oscar Di Prata con grandi affreschi raffiguranti "Crocifisso e vivi e defunti" (30 0x430) nella navata destra (1967), "S.Giovanni Bosco tra il popolo" (900x1100), nell'abside (1958), il "Battesimo di Gesù" (300x340) nella navata sinistra (1963), "Gesù tra i fanciulli" (250x250) nella volta. Le stazioni della via Crucis in terracotta sono di Olives Di Prata. Primo parroco è don Angelo Festa (1959...).