BOSIO Giovanni Battista (2)

BOSIO Giovanni Battista

(Concesio, 8 ottobre 1892 - Chieti, 25 maggio 1967). Di famiglia povera, in seminario venne aiutato economicamente da Giorgio Montini per il quale conservò poi la sua profonda riconoscenza. Ordinato sacerdote il 3 aprile 1915 fu inviato a Roma dove si laureò in poco tempo in Utroque Jure il 4 luglio 1911. Contemporaneamente fu nominato vicerettore nel seminario minore S.Cristo, e dopo poco tempo, passò a ricoprire la Cattedra di Teologia morale a S.Angelo dove fu professore per circa trent'anni dal 1918 al 1948 rivelandosi come uno dei migliori formatori e conoscitori del Clero bresciano. Vi ebbe tra l'altro, alunno, G.B. Montini, poi Paolo VI. Nel 1930 aggiunse a quello di morale l'insegnamento dell'ascetica. Per l'insegnamento della morale impostò la materia sulle virtù e non sui peccati anticipando i tempi. Dal 1924 al 1934 tenne la cattedra di religione nelle magistrali e dal 1944 al 1948 fu insegnante di religione alle Assistenti sanitarie, e alle infermiere professionali. Dal 1930 al 1948 fu prefetto agli studi in Seminario, officiale di Curia e esaminatore prosinadale e dal 1944 al 1948 membro del tribunale ecclesiastico Regionale Lombardo. L'insegnamento non lo distolse dalle cure pastorali. Fu curato a Carcina dove è ancora ricordato per la sua arditezza, per il fascino che ebbe sui giovani e per l'apostolato battagliero sul piano religioso e dell'azione sociale. Si deve a lui e ad alcuni altri sacerdoti da lui principalmente animati la risurrezione religiosa della bassa e media Valtrompia allora dominata dall'anticlericalismo più violento socialista ed anarchico. Con Mons. Pavanelli fu organizzatore dell'Istituto Superiore di Magistero Catechistico e fu maestro della Scuola Religiosa sociale. Fu tra l'altro assistente diocesano della Gioventù femminile di A.C. e maestro impareggiabile nella scuola di propaganda dalla quale uscì un vero esercito di giovani apostoli. Dal 1930 al 1948 fu direttore spirituale di istituti religiosi. Nominato il 2 ottobre 1927 prevosto a S.Lorenzo in città, senza abbandonare l'apostolato diocesano, diede alla parrocchia una salda struttura organizzativa e provvide al riuscitissimo restauro della Prepositurale. Fece dal pulpito una scuola di vita e di coraggio cristiano sfidando l'imperante dittatura e sostenendo la resistenza dei Cattolici che ebbero proprio nella sua parrocchia uno dei morti più limpidi e forti: Astolfo Lunardi, presidente del gruppo degli uomini di A.C., fucilato il 6 febbraio 1944. Restaurò la sua chiesa e ricostruì canonica e oratori dopo i bombardamenti. Nel 1932 mons. Gaggia lo nominò Vicario Generale e fu in seguito Assistente della Giunta diocesana di A.C., prefetto degli studi in seminario, consulente ecclesiastico del centro Italiano femminile superiore delle Suore Dorotee e delle Umili serve di Gavardo. Il 4 maggio 1935 fu nominato Prelato Domestico di S.Santità e il 24 luglio 1948 preconizzato arcivescovo di Chieti e Amministratore Apostolico di Vasto. Consacrato il 5 settembre 1948 nella chiesa maggiore del Santuario delle Grazie, fece il suo solenne ingresso in diocesi il successivo 16 ottobre. Nel giugno 1955 fu annoverato fra i Prelati della Commissione dirigente dell'A.C. in Italia per il triennio 1955-57. Intenso l'impulso alla vita diocesana. Promosse la costruzione di 24 chiese e di 29 canoniche, la ricostruzione di 275 edifici di culto e annessi e la riparazione delle due cattedrali di Chieti e di Vasto. Nel 1953 promuoveva la costruzione di una decina di nuovi complessi parrocchiali e il completamento di una quindicina di complessi già esistenti. Inoltre promosse due convitti arcivescovili, il "Dino Zambra" a Chieti e l"'Istonio" a Vasto, la costruzione di due grandi case sorte sulla marina di Francavilla, e cioè Villa S. Giuseppe e Villa Maristella, e, inoltre, la grandiosa villa dell'Immacolata con 100 posti, per esercizi spirituali, convegni, ecc., sulla via Chieti-Pescara. Inoltre acquistò il terreno per il Seminario diocesano. Riordinò i confini delle parrocchie e delle vicarie, promosse sinodi, riorganizzò gli esercizi spirituali, i ritiri, ristrutturò l'Azione Cattolica, diede impulso alla P.O.A., fondò un organismo amministrativo diocesano. Volle l'istituzione di un settimanale diocesano "L'Amico del Popolo" e di una tipografia "L'Arte Stampa". Soprattutto diede impulso alla vita spirituale, religiosa, culturale diocesana. A suo ricordo furono poste lapidi marmoree a Concesio nell'ottobre 1967 con altorilievo dello scultore Gatti e un altro il 25 maggio in S.Lorenzo con le parole: GIOVAN BATTISTA BOSIO/ MORTO ARCIVESCOVO DI CHIETI NEL 1967 /PREVOSTO DI S.LORENZO DAL 1927 AL 1948 / PADRE GUIDA ANIMATORE/ RESTAURO' CON AMORE LA CHIESA PARROCCHIALE/ IN UNITA' DI FEDE E DI CARITA'/ RACCOLSE I FIGLI SPIRITUALI/ CHE A LUI DEDICANO GRATA MEMORIA/ 1968. Scrisse: "Santa Maria Crocifissa Di Rosa, fondatrice della Congregazione delle Ancelle della Carità di Brescia" (Brescia, Casa Madre, 1934 pp. 32); postume uscirono: "Lettere pastorali di S.E. Mons. Bosio" (Brescia, Ed. Civiltà, 1969).